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Norme editoriali

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Consegnare una versione definitiva (in file Word, salvato come .doc), preparata con particolare cura (sono previste bozze solo per gli E-book), corredata di bibliografia finale e accompagnata da un abstract (sia in italiano sia in inglese) di 500-700 battute e 4-5 parole chiave fondamentali per e-print e motori di ricerca. Fornire un titolo breve da utilizzare per “intestazione di pagina” (“titolo corrente”) nel caso il titolo del contributo sia più lungo di 40 caratteri (spazi inclusi).

Per gli E-Book in particolare fornire un indice accurato e completo di capitoli (ciascun capitolo un file) e paragrafi, bibliografia, indicazione dell’elenco delle carte, indicazione dell’elenco delle abbreviazioni e dell’indice dei nomi ecc.

Gli autori sono invitati a non inserire nel testo elementi di formattazione (fogli stile, divisione in sillabe, tabulazioni, sia nel testo sia nelle note, numerazioni automatiche dei paragrafi) oltre a quelli indicati.

Per quanto riguarda le note a piè di pagina, sia per gli Ebook sia per gli articoli di RM Rivista, si ricorre alla soluzione di citare le opere nella modalità cognome dell’autore/autrice e titolo soltanto abbreviato; la citazione completa si ritrova nella bibliografia a fine testo.

 

Avvertenze generali

  • gli articoli (e i capitoli degli E-book, numerati con numeri romani) vanno possibilmente divisi in paragrafi numerati (in numeri arabi, in tondo) e titolati (in corsivo). Tra numero e titolo si pone un punto e un singolo spazio (attenzione a non innescare la numerazione automatica).
  • usare il tabulatore (sulla tastiera in alto a sinistra) e non la barra di spazio (quella lunga in basso) per segnare l’inizio di un capoverso
  • evitare usi non tradizionali di distinzione di singole parole, di intere frasi oppure di titoli di capitoli e paragrafi. Non si usi MAI la sottolineatura, il grassetto, il maiuscoletto o il tutto maiuscolo
  • controllare che non siano rimaste doppie o triple battute di spazio usando da Word l’opzione Modifica, andando poi su Sostituisci e battendo due spazi in “Trova” e uno solo in “Sostituisci”. Ripetere il controllo almeno due volte (per eliminare i tripli e i quadrupli spazi). Con la stessa procedura verificare che non ci siano spazi prima dei segni di interpunzione (per esempio battere spazio virgola spazio in “Trova” e virgola spazio in “Sostituisci”), o dopo l’apostrofo (battere apostrofo spazio in “Trova” e apostrofo in “Sostituisci”), e così via
  • dopo un segno di interpunzione occorre sempre uno spazio: non P.Guglielmotti, bensì P. Guglielmotti. Vi sono tuttavia alcune eccezioni (i doppi nomi (G.M. Varanini) e qualche espressione stereotipa: a.a. per anno accademico, s.d. (senza data), s.l. (senza luogo), s.l.m. (sul livello del mare), a.C., d.C.

 

Caratteri

  • attenzione agli accenti sulla lettera e: distinguere i gravi dagli acuti (es. poiché, benché, perché, né… né, cioè, è stato, Mosè). Inoltre, quale voce del verbo essere, È (che si trova in Inserisci/Simboli di Word)
  • si ponga sempre particolare attenzione alla corretta grafia di nomi e toponimi stranieri; caratteri che non compaiono sulla tastiera italiana (per esempio É, ü, ä, ñ, â, á, í ecc.) possono essere inseriti da Word con il comando Inserisci/Simboli/Inserisci
  • per l’ebraico e il russo, si forniscono le traslitterazioni; per il greco, gli autori dovranno procurarsi i fonts

 

Testo

  • si useranno le seguenti forme: secolo XIV o Trecento (e non secolo quattordicesimo, ‘300 o trecento); anni Sessanta del secolo IX (e non ’60)
  • le indicazioni di anno vanno fornite nel modo seguente: 1348-1350, 643-645; 1095-1099
  • lettera iniziale dei santi: la predicazione di san Francesco; la chiesa di San Francesco; Borgo San Dalmazzo; san, santo, santa sempre per esteso (mai s. o S.)
  • la distinzione tra punti cardinali e aree geografiche: oriente se punto cardinale, Oriente se area geografica
  • occorre scegliere un criterio uniforme, a discrezione dell’autore, all’interno di ciascun contributo per i nomi di popoli o le popolazioni regionali e gli abitanti delle città quando sono sostantivi (mentre restano sicuramente minuscoli quando sono aggettivi). Gli ordini religiosi vanno in minuscolo (benedettini, minori, umiliati)
  • si scriverà estesamente la forma per esempio (e non per es.), ad esempio (e non ad. es.)
  • occorre scegliere un criterio uniforme all’interno di ciascun contributo, a discrezione dell’autore, per scrivere i numeri (in cifra o per esteso, anche in misura della loro frequenza in quel contributo)
  • usare sempre le virgolette alte quando si fa uso prudente di una parola (“stanziamento”) o quando si diano virgolette dentro altre virgolette («Come vedremo, nel 1251 si parla di uomini “porte mezane Morocii” che agiscono in maniera organizzata»)
  • occorre uno spazio prima e dopo il trattino lungo o didascalico, usato per le frasi incisive («dal momento che – come sappiamo – lo sviluppo ecc.»), mentre con il trattino breve non si spazia (1348-1350; sud-ovest)
  • d eufonica: si tende ormai a conservarla soltanto davanti a parole che iniziano con la stessa vocale: ad amici, ma a ore; ed ecco, ma e anche. Tendono a conservare la d locuzioni quali: ad ogni, ad essa/e, ad opera, ad uso.
  • riguardo agli usi di maiuscole e minuscole si suggerisce di limitare al massimo l’uso delle maiuscole (Chiesa – in quanto istituzione universale –; Impero)
  • vanno in corsivo i termini inglesi relativi alla “rete” e al trattamento informatico dei testi: web, on-line, keyword, link (links), full-text, e-mail, download, ecc.

 

Citazioni

  • per le citazioni, anche brevi, sia in testo sia in nota, si raccomanda l’uso delle virgolette basse o caporali («....................») e del normale carattere tondo, indipendentemente dalla lingua della citazione
  • la citazione non si apre e non si chiude tra puntini di sospensione. Inizia con la minuscola o con la minuscola a seconda delle esigenze dell’autore
  • il testo delle citazioni lunghe (oltre le 4/5 righe) andrà rientrato e in corpo minore, senza virgolette e senza puntini iniziali e finali
  • per le parti dei brani omesse: tre punti tra parentesi tonde (…)
  • le singole parole o brevi locuzioni scritte in lingua diversa da quella usata nel testo vanno in corsivo, a meno che non si tratti di citazioni (che vanno dunque virgolettate) o di termini entrati nell’uso corrente
  • qualora si modifichi la forma della citazione, si indica in corsivo la parte modificata

 

Bibliografia

  • è richiesta una bibliografia finale, ordinata per cognome (ma si prepone l’iniziale puntata dell’autore/autrice)
  • i cognomi degli autori e dei curatori hanno maiuscola solo l’iniziale (e si scrive per esteso: a cura di, posposto al titolo). Ciò vale anche per i casi di curatori stranieri
  • tutti i titoli (di libri, articoli, poesie, opere pittoriche, testi musicali, parti e rubriche di testi, fondi di archivio, ecc.) vanno in corsivo
  • non si indicano gli editori (tranne casi eccezionali, e in caso degli antichi stampatori, fino al Seicento incluso)
  • tra il luogo e l’anno di edizione non va la virgola: G.M. Cantarella, Principi e corti. L’Europa del XII secolo, Torino 1997
  • le edizioni successive alla prima si indicano nella forma apicale: Torino 19953
  • per le ristampe anastatiche si mettano tra parentesi il luogo e la data della ristampa: Milano 1930 (ed. anast. Roma 1993)
  • per le opere in traduzione si mettano tra parentesi tonda il luogo e la data dell’edizione originale. Esempio: M. Bloch, I re taumaturghi, Torino 1973 (Paris 1924). Viceversa: M. Bloch, Les rois thaumaturges, Paris 1923 (trad. it. Torino 1973)
  • il luogo di edizione di un’opera stampata all’estero va mantenuto nella forma originale del frontespizio (per esempio Edinburgh, non Edinburgo, München e non Monaco)
  • non si scrive mai Id. o Ead., ma si ripete l’indicazione completa dell’autore/autrice (iniziale del nome puntata e cognome)
  • per le opere collettive, atti di convegni, cataloghi di mostre ecc. si proceda come segue: G. Casiraghi, Monasteri e comuni nel Piemonte occidentale, in Il monachesimo italiano nell’età comunale (1088-1250). Atti del IV Convegno di studi storici sull’Italia benedettina organizzato dal Centro storico benedettino italiano, Pontida, 3-6 settembre 1995, a cura di F. Trolese, Cesena 1999 (Italia benedettina, 16), pp. 21-62. Si indica luogo e date delle mostre solo se il luogo di stampa è diverso dal luogo della mostra
  • non si usa mai AA.VV, ma si danno i nomi degli autori (con un massimo di tre) oppure il semplice titolo. Il curatore viene indicato dopo il titolo dell’opera curata (La storia d’Italia, a cura di A. De Vincentiis)
  • si fornisce una tavola o un elenco delle abbreviazioni (tranne che per le abbreviazioni più note, come MGH)
  • le abbreviazioni figurano senza punti e le riviste indicate in forma abbreviata sono scritte tra virgolette: MGH (e non M. G. H.), FSI, «BSBS»
  • le riviste si citano tra virgolette basse («Studi medievali»), indicando l’annata in numeri arabi, l’anno di pubblicazione tra parentesi, e per ultimo l’eventuale numero di serie o di fascicolo (non indispensabile se la numerazione delle pagine della rivista è consecutiva per l’annata) scrivendo prima del nome della rivista in e usando la punteggiatura come segue: P. Guglielmotti, Territori senza città. Riorganizzazioni duecentesche del paesaggio politico nel Piemonte medievale, in «Quaderni storici», 30 (1995), 90, pp. 765-798. Attenzione a non confondere il numero del fascicolo con il numero dell’annata (in particolare per «Quaderni medievali», «Società e storia», «Quaderni storici», «Revue historique»)
  • per le citazioni di riviste è buona norma limitare l’uso delle maiuscole: «Bollettino storico-bibliografico subalpino» (e non «Bollettino Storico-Bibliografico Subalpino»); analogamente ci si comporti per gli enti, indicando con la maiuscola solo la prima parola: Centro italiano di studi sull’alto medioevo (e non Centro Italiano di Studi sull’Alto Medioevo)
  • in linea di massima anche i volumi di una collana si danno in cifre arabe e non romane

 

Note

valgono le stesse norme indicate per il testo e inoltre:

  • gli esponenti di nota vanno in apice prima del segno di interpunzione ma dopo le virgolette e le eventuali parentesi
  • ciascuna nota si chiude con un punto
  • le note al testo non iniziano con una rientranza (capoverso), bensì si lasciano come vengono generate automaticamente; nella nota dopo l’esponente e prima del testo dare solo uno spazio
  • le opere citate sono richiamate dalla bibliografia indicando il solo cognome dell’autore/autrice seguito da virgola e dal titolo in forma abbreviata (con troncamento che risponda al senso): Cantarella, Principi e corti, pp. 20-27
  • non si scrive mai Id. o Ead., ma si ripete il cognome dell'autore/autrice
  • per più note consecutive in cui si richiama la medesima opera si usa ibidem (eventualmente seguito da virgola, se intervengono altre specificazioni)
  • le parentesi dentro parentesi tonde diventano quadre
  • le indicazioni di pagina vanno fornite nel modo seguente: p. 27, pp. 40-50, pp. 190-198, pp. 40-41, pp. 40 sgg., p. 65 e nota. Non usare le forme p. 237-8 o p. 850-52
  • usare la forma nota per esteso, per evitare l’equivoco con n. (numero)
  • nei rinvii bibliografici si consiglia, se effettivamente necessaria, di usare la forma: si veda (con preferenza rispetto a “cfr.” o “vedi”)

 

Abbreviazioni di uso più comune

per esteso

abbreviazione

avanti Cristo

a.C. senza spazio

anastatica

anast.

anno accademico

a.a. senza spazio

appendice

app.

capitolo/i

cap. capp.

carta/e di ms

c. cc.

circa

c. (date)

colonna/e

col. coll.

documento

doc. docc.

dopo Cristo

d.C. senza spazio

in corso di stampa

c.s.

eccetera

ecc. non etc.

edizione

ed.

fascicolo/i

fasc. fascc.

figura/e

fig. figg.

foglio/i

f. ff.

ibidem

ibid.

italiana

it.

manoscritto/i

ms mss senza punto

non numerato/a/i/e

n.n. senza spazio

numero/i

n. nn.

nuova serie

n.s. senza spazio

ordinis fratrum min.

o.f.m.

pagina/e

p. pp.

paragrafo/i

par. parr. o § §§

quondam

q.

recto

r senza punto, e attaccato al numero

relatore

rel.

registro/i

reg. regg.

ristampa

rist.

seguenti

sgg.

senza data [di stampa]

s.d. senza spazio

senza luogo [di stampa]

s.l. senza spazio

secolo/secoli

sec. secc.

sezione

sez.

tabella/e

tab. tabb.

tavola/e

tav. tavv.

tomo

t.

traduzione

trad.

verso

v senza punto, e attaccato al numero

verso/i di poesia

v. vv.

volume/i

vol. voll.

 

 

Per le citazioni di siti web

nome e cognome dell’autore (tondo), titolo del sito (corsivo), URL (fra <>), eventuale data di apertura del sito o di verifica del funzionamento del link (tra parentesi [])

 

Figure, tabelle e grafici

  • rispettare le dimensioni del formato scelto per la pubblicazione: la giustezza massima per tabelle, grafici, ecc. è di 12 x 18 cm
  • non inserire figure, tabelle e grafici nel file di testo (DOC), ma fornirli in file separati numerati progressivamente e richiamati nel testo (es. fig. 3.3 o tab. 4.5)
  • fornire le figure in formato TIFF o EPS (con risoluzione 300DPI)
  • fornire le tabelle in formato Word o Excel
  • fornire i grafici in EPS o nel formato del foglio elettronico (Excel o altro)

 

Si tenga presente che la pubblicazione a stampa è generalmente in bianco e nero mentre la versione online può essere a colori; le immagini pertanto devono poter essere riprodotte per la stampa in toni di grigio. La qualità di figure, immagini e grafici sarà comunque soggetta a verifica.

 

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