RM Repertorio - Majocchi "Le sepolture regie nell'alto medioevo (secoli VI-X)"

Le sepolture regie nell'alto medioevo (secoli VI-X)

a cura di Piero Majocchi

[versione 1.0 - luglio 2010]

© 2010 -  Piero Majocchi per "Reti Medievali"
ISSN 1593-2214

 


 

1. Nota introduttiva


1.1 Il tema storiografico delle sepolture regie altomedievali e l'archeologia

Il tema storiografico delle sepolture regie e della commemorazione dei sovrani nell’alto medioevo italiano comprende in realtà diversi ambiti disciplinari, dato che le fonti a nostra disposizione differiscono tipologicamente fra loro: se le attestazioni dei rituali funerari regi includono fonti narrative, documentarie ed epigrafiche, campo di indagine di storici, diplomatisti ed epigrafisti, le attestazione materiali delle medesime sepolture necessitano dell’apporto di discipline quali l’archeologia e la storia dell’arte.
In ambito più propriamente storiografico, il tema dei rituali funerari regi in età tardo antica e altomedievale si è giovato dell’ampio dibattito sviluppatosi nell’ultimo trentennio sulla regalità altomedievale grazie ai contributi di Stefano Gasparri, Regine Le Jan e Barbara Rosenwein nei suoi aspetti più propriamente politico-istituzionali, di Chris Wickham per le basi socio-economiche del potere regio e dell’aristocrazia, di Rosamond McKitterick per la produzione storiografica e infine di Janet Nelson, Michael McCormick e Gerd Althoff per quanto riguarda i rituali.
Nello stesso periodo anche il dibattito in archeologia sulla trasformazione dei rituali funerari tra età tardoantica e altomedievale è stato riaperto grazie a nuovi modelli interpretativi, sviluppati dalle teorie sull’identità etnica e l’etnogenesi elaborate in antropologia a partire dagli anni Cinquanta del XX secolo, che furono inizialmente proposti da archeologi inglesi a partire dagli anni Ottanta, per poi essere ampiamente discussi nel decennio successivo nell’ambito del progetto “The Transformation of the Roman World”, che riuniva archeologi e storici di molti paesi europei. L’insieme di tali fattori ha permesso di rinnovare il modello interpretativo "etnico" dei rituali funerari dato per assodato sino agli anni Ottanta del XX secolo. In tale quadro infatti i rituali funerari tra IV e VIII secolo erano interpretati principalmente sulla base della quantità e qualità degli oggetti che costituiscono il corredo funerario, ritenuto una specificità “barbarica” e “germanica”.
Il nuovo quadro delineato in tale dibattito risulta ormai predominante nei paesi anglosassoni e in Europa continentale, con le eccezioni di Germania e Italia dove appare ancora affermato il modello interpretativo “etnico” del corredo funerario, probabilmente a causa degli specifici contesti storici e culturali della nascita e dello sviluppo dell’archeologia altomedievale in tali paesi nel corso del XX secolo. In tale ottica la trasformazione dei rituali funerari tra IV e VII secolo viene interpretata come il prodotto di una lenta trasformazione socio-culturale interna alle popolazione dei territori dell’ex impero romano d’occidente, senza che le popolazioni “barbariche”, culturalmente omogenee a quelle “romane”, abbiano apportato mutamenti sostanziali in ambito funerario: la deposizione di oggetti nella sepoltura infatti risulta essere una pratica tipicamente romana, frutto della competizione per il potere locale da parte della nuova aristocrazia militare affermatasi tra V e VIII secolo nei territori occidentali dell'ex impero romano.
Nell’ambito più specifico delle pratiche funerarie degli imperatori romani e dei sovrani altomedievali, il recente dibattito animato da studiosi come Guy Halsall, Bonnie Effros e Martin Carver ha nuovamente analizzato le principali scoperte di sepolture regie in Europa occidentale (Childerico a Tournai, Arnegonda a St. Denis e l’anonimo sovrano sepolto a Sutton Hoo), evidenziando l’eccezionalità di tombe provviste di corredi siffatti e soprattutto il ruolo del contesto culturale che portò alle varie scoperte.

1.2. Le sepolture regie del regno italico altomedievale

In Italia, dove non sono state invece rinvenute sepolture regie altomedievali (le uniche conservate sono quelle di Teodolinda a Monza e di Liutprando a Pavia, frutto però di nuovi “allestimenti” basso medievali e del XIX secolo), i rituali funerari dei sovrani succedutisi alla guida del regno italico da Teodorico ad Arduino appaiono contraddistinti dalla continuità della prassi imperiale romana nel caso di Teodorico; a partire dal VII secolo fu invece ripreso il modello “bizantino” di Costantino, già utilizzato dalla dinastia merovingia, caratterizzato dalla fondazione di enti ecclesiastici destinati a ospitare la sepoltura del sovrano e perpetuarne la memoria con l’allestimento di monumenti funerari ed epitaffi, con la celebrazione di liturgie memoriali e, a partire dall’età carolingia, con la redazione di testi come obituari e necrologi. Come negli altri regni post-romani, la prerogativa funeraria della monarchia altomedievale in Italia non consiste nella ricchezza del corredo funerario e nella presenza in esso di simboli della regalità (pratica sviluppatasi solamente dopo il secolo XI), ma nel privilegio, prima riservato ai santi, della sepoltura all’interno di uno spazio sacro, una realtà che a partire dal VII-VIII secolo si diffuse anche presso l’aristocrazia. Dal IX secolo inoltre la prassi carolingia e successivamente ottoniana risulta imperniata sulla fondazione di monasteri regi, destinati a ospitare le spoglie e perpetuare la memoria dei sovrani, come è ampiamente attestato nella documentazione dalla comparsa delle donazioni pro anima. Le sepolture regie nel basso medioevo divennero infine oggetto di uso politico, per fini di prestigio da parte delle istituzioni ecclesiastiche e di legittimazione politica da parte delle nuove istituzioni signorili e comunali, fenomeni riscontrabili nelle numerose “invenzioni” di sepolture regie in età comunale e nella ripresa della memoria della monarchia altomedievale operata dai Visconti a Milano, Monza e Pavia e dagli Scaligeri a Verona nel XIV secolo.


 

2. Risorse

2.1. Archivi

Nell’ambito di ricerche su sepolture regie in Italia tra VI e VIII secolo, la documentazione pubblica e privata è generalmente edita; per quanto riguarda invece i secoli IX e X si segnalano i fondi archivistici ancora almeno in parte inediti degli enti ecclesiastici regi conservati presso l’Archivio di Stato di Milano (monasteri regi di Milano, Pavia, Brescia), Archivio Capitolare e Vescovile di Piacenza (Piacenza), Archivio Capitolare e Vescovile di Lucca (Lucca). Sugli archivi della Lombardia un’utile guida in http://www.lombardiastorica.it/

2.2. Biblioteche

Dato il suo carattere ibrido tra storia e archeologia, non esistono al momento biblioteche specificamente dedicate al tema delle sepolture regie altomedievali. Le biblioteche più aggiornate sul recente dibattito sull’urbanesimo nell’alto medioevo sono quelle dei Dipartimenti di Storia delle Università di Padova, Torino, Bologna e Milano Statale; per quanto riguarda invece la recente produzione di ambito archeologico, le biblioteche più ricche e aggiornate consistono in quelle dei Dipartimenti di Archeologia delle Università di Siena, Padova e Venezia “Ca Foscari”.


2.3. Centri di ricerca

Al momento non esistono in Europa centri di ricerca specificamente dedicati alle sepolture regie altomedievali. In Italia, tra i centri di ricerca dedicati all’alto medioevo segnaliamo il Centro Interuniversitario per la Storia e l’Archeologia dell’Alto Medioevo a Poggibonsi (Siena), costituito dai Dipartimenti di Storia e di Archeologia delle Univesità di Siena, Padova e Venezia “Ca Foscari” (http://venus.unive.it/info.saame/).
In ambito internazionale si segnala il gruppo di ricerca sull’alto medioevo diretto da Walter Pohl presso l’Accademia delle Scienze di Vienna (
http://www.oeaw.ac.at/gema/).
Il Centro italiano di Studi sull’alto medioevo di Spoleto ha inoltre promosso alcune “Settimane di Studio” che hanno affrontato anche il tema della trasformazione dei rituali funerari tra tardo antico e alto medioevo:
Cristianizzazione ed organizzazione ecclesiastica delle campagne nell’alto medioevo: espansione e resistenze, 1980 (Settimane, 28); Uomo e spazio nell’alto medioevo, 2002 (Settimane, 50); Segni e riti nella Chiesa altomedievale occidentale, 1985 (Settimane, 33).

2.4. Riviste

Il tema delle sepolture regie altomedievali non è stato sinora toccato da riviste italiane, anche perché non esiste ancora in Italia una rivista dedicata alla storia dell’alto medioevo; possono essere però consultate alcune riviste internazionali come «Early Medieval Europe», «Frühmittelalterliche Geschichte», «Speculum», «Annales ESC» e le riviste degli Istituti Storici esteri a Roma, come «Mélanges de l’École Française de Rome», «Papers of the British School at Rome» e «Quellen und Forschungen aus italienischen Archiven und Bibliotheken».
In ambito archeologico si segnalano i contributi sui rituali funerari comparsi su «Archeologia Medievale», benché in tale rivista ricerche relative alle sepolture regie non abbiano ancora trovato adeguato spazio.

2.5. Bibliografie

Per quanto riguarda i nuovi modelli interpretativi della trasformazione dei rituali funerari tra tardo antico e alto medioevo si segnalano alcuni volumi nei quali è reperibile un’ampia bibliografia sul tema:
- S. Brather,
Ethnische Interpretationen in der frühgeschichtlichen Archäologie: Geschichte, Grundlagen und Alternativen, Berlin 2004.
- B. Effros,
Merovingian mortuary archaeology and the making of the Early Middle Ages, Berkeley-Los Angeles-London 2003.
- G. Halsall,
Cemeteries and Society in Merovingian Gaul. Selected studies in History in Archaeologym 1992-2009, Leiden-Boston 2010 (The Transformation of the Roman World, 18).
- G. Halsall,
Early Medieval Cemeteries. An Introduction to Burial Archaeology in the Post-Roman West, Glasgow 1995.
Per un quadro generale sull’Italia si veda inoltre:
-
Sepolture tra IV e VIII secolo, VII Seminario sul tardo antico e l’alto medioevo in Italia centro-settentrionale (Gardone, 24-26 ottobre 1996), a cura di G.P. Brogiolo, G. Cantino Wataghin, Mantova 1998 (Documenti di archeologia, 13).

2.6. Collezioni di fonti

Le tipologie documentarie relative ai rituali funerari regi nell’alto medioevo possono essere suddivise in:
- documentazione della pianificazione dell’investimento funerario da parte dei sovrani (fondazione e dotazione di enti ecclesiastici; testamenti; donazioni
pro anima) in gran parte editi nelle collezioni dei diplomi regi e imperiali.
- documentazione prodotta dagli enti ecclesiastici regi (chiese e monasteri), in parte ancora inedita a partire dell’età carolingia.
- testi memoriali prodotti dai medesimi enti ecclesiastici e legati a celebrazioni liturgiche, come libri memoriali, obituari, necrologi, spesso ancora inediti.
- fonti narrative storiografiche, che descrivono i rituali funerari, pressoché totalmente edite (per l’alto medioevo).
- fonti celebrative di carattere letterario, in gran parte edite, ed epigrafiche, spesso invece ancora inedite.
- fonti archeologiche di scavi in chiese sepolcrali regie.

2.7. Edizioni di fonti

Le fonti precedentemente elencate sono in parte edite nelle seguenti collane:
- i diplomi regi e imperiali nelle Fonti per la Storia d’Italia (in buona parte reperibili in http://www.archive.org/index.php) e nei
Monumenta Germaniae Historica (http://bsbdmgh.bsb.lrz-muenchen.de/dmgh_new/).
- la documentazione degli enti ecclesiastici regi è edita nelle Fonti per la Storia d’Italia e nelle Chartae Latinae Antiquiores per l’età longobarda, e nel Codex Diplomaticus Langobardiae curato da G. Porro Lambertenghi, nel Museo Diplomatico dell’Archivio di Stato di Milano a cura A.R. Natale, nei codici diplomatici di Verona, Parma, Cremona, Padova, Bergamo e Nonatola, e nel Codice Diplomatico della Lombardia Medievale (http://cdlm.unipv.it/) per l’età carolingia e post-carolingia.
- Il
Liber Memorialis di S. Salvatore di Brescia è edito nei Monumenta Germaniae Historica; riguardo le altre fonti necrologiche del regno italico nell’alto medioevo manca ancora un censimento completo dei testi superstiti.
- le fonti narrative storiografiche e letterarie sono edite nei
Monumenta Germaniae Historica e, per quanto riguarda l’età longobarda, presso http://www.oeaw.ac.at/gema/lango.htm.
- le fonti epigrafiche altomedievali italiane sono in parte edite nella collana “Corpus della scultura altomedievale” in corso di pubblicazione da parte del Centro Italiano di Studi sull’alto medioevo di Spoleto.
- le fonti archeologiche possono essere reperite nei Bollettini e Notiziari delle Sovrintendenze archeologiche locali o nella rivista «Archeologia Medievale».

2.8. Siti Web tematici

L’unico sito web specificamente dedicato alle sepolture regie è il repertorio di fonti Le sepolture regie del regno italico (http://sepolture.storia.unipd.it/).
Sui dati e il dibattito archeologico possono inoltre essere consultati i portali dei Dipartimenti di Archeologia delle Università di:
- Siena (
http://archeologiamedievale.unisi.it/)
- Padova (
http://www.lettere.unipd.it/discant/CatMedievale/)
- Venezia “Ca Foscari” (
http://lettere2.unive.it/iam_ve/index.html).

2.9. Studi

La regalità nell’alto medioevo

- G. Althoff, Die Macht der Rituale. Symbolik und Herrschaft im Mittelalter, Darmstadt 2003.
- F. Bougard,
La cour et le gouvernement de Louis II, 840-875, in La royauté et les élites dans l’Europe carolingienne (début IXe siècle aux environs de 920), a cura di R. Le Jan, Lille 1998, pp. 244-267.
- P. Buc,
The Dangers of Ritual. Between Early Medieval Texts and Social Scientific Theory, Princeton-Oxford 2001.
- P. Buc,
Political rituals and political imagination in the Medieval West from the Fourth century to the Eleventh, in The Medieval World, a cura di. P. Linehan e J. Nelson, London-New York 2001, pp. 189-213.
- S. Fanning,
Clovis Augustus and Merovingian Imitatio Imperii, in The world of Gregory of Tours, a cura di K. Mitchell, I. Wood, Leiden-Boston-Köln 2002 (Cultures Beliefs and Tradition 8), pp. 321-335.
- M. Fiano,
Ritual Memory and the Rituals of Memory: Carolingian and Post-Carolingian Kingship, in Materializing Memory. Archaeological material culture and the semantics of the past, a cura di I. Barbiera, A.M. Choyke, J. A. Rasson, Oxford 2009 (BAR International Series 1977), pp. 77-86.
- S. Gasparri,
Kingship rituals and ideology in Lombard Italy, in Rituals of Power from Late Antiquity to the Early Middle Ages, a cura di F. Theuws, J. Nelson, Leiden-Boston-Köln 2000 (The Transformation of the Roman World, 8), pp. 95-114.
- S. Gasparri,
La regalità longobarda. Dall’età delle migrazioni alla conquista carolingia, in Alto medioevo mediterraneo, a cura di S. Gasparri, Firenze 2005 (Reti Medievali E-Book Reading, 3), pp. 207-232 (http://fermi.univr.it/rm/e-book/titoli/altomediterraneo.htm).
- S. Gasparri, Il regno longobardo in Italia. Struttura e funzionamento di uno stato altomedievale, in Il regno dei Longobardi in Italia. Archeologia, società e istituzioni, a cura di S. Gasparri, Spoleto 2005, pp. 1-92.
- S. Gasparri,
Roma e i Longobardi, in Roma nell’alto medioevo, Spoleto 2001 (Settimane di studio del Centro italiano di studio sull’alto medioevo, 48), pp. 219-247.
- S. Gasparri,
Il tesoro del re, in Tesori. Forme di accumulazione della ricchezza nell’alto medioevo (secoli VI-XI), a cura di S. Gelichi, C. La Rocca, Roma 2004, pp. 47-68.
- M. Hardt,
Royal treasures and representation in the early Middle Ages, in Strategies of Distinction. The Construction of Ethnic Communities, 300-800, a cura di W. Pohl, H. Reimitz, Leiden-New York-Köln 1998 (The Transformation of the Roman World, 2), pp. 255-280.
- D. Harrison,
Political rhetoric and political ideology in Lombard Italy, in Strategies of Distinction. The Construction of Ethnic Communities, 300-800, a cura di W. Pohl, H. Reimitz, (The Transformation of the Roman World, 2), Leiden-New York-Köln 1998, pp. 241-254.
- H. Keller,
Ritual, Symbolik und Visualisierung in der Kultur des ottonischen Reiches, in «Frühmittelalterliche Studien», 35 (2001), pp. 23-59.
- C. La Rocca,
Liutprando da Cremona e il paradigma femminile di dissoluzione dei Carolingi, in Agire da donna. Modelli e pratiche di rappresentazione (secoli VI-X), a cura di C. La Rocca, Turnhout 2007, pp. 291-308.
- R. Le Jan,
Douaires et pouvoir des reines en France et Germanie (VIe-Xe siècle), in Dots et douaires dans le Haut Moyen Âge, a cura di F. Bougard, L. Feller, R. Le Jan, Roma 2002 (Collection de l’École Française de Rome, 295), pp. 457-497.
- R. Le Jan,
La sacralité de la royauté mérovingienne, in«Annales. Histoire, Sciences Sociales», 58 (2003), pp. 1217-1242.
- S. Maclean,
Queenship, Nunneries and Royal Widowhood in Carolingian Europe, in «Past & Present», 52 (2003), 178, pp. 3-38.
- M. McCormick,
Eternal victory. Triunphal rulership in late antiquity, Byzantium, and the early medieval West, Cambridge 1986 (trad. it. Vittoria eterna. Sovranità trionfale nella tarda antichità, a Bisanzio e nell’occidente altomedievale, Milano 1993).
- R. McKitterick,
History and Memory in the Carolingian world, Cambridge 2004.
- R. McKitterick,
Perceptions of the past in the early Middle Ages, Notre Dame 2006.
- J. Mitchell,
Artistic patronage and cultural strategies in Lombard Italy, in Towns and their Territories between Late Antiquity and the Early Middle Ages, a cura di G.P. Brogiolo, N. Gauthier, N. Christie, Leiden-Boston-Köln 2000 (The Transformation of the Roman World, 9), 347-370.
- J. Nelson,
The Lord’s Anointed and the People’s Choice: Carolingian Royal Ritual, in Rituals of Royalty. Power and Cerimonials in Traditional Society, a cura di D. Cannadine, S. Price, Cambridge 1987, pp. 137-180.
- J. Nelson,
Making a difference in Eighth-Century Politics: the Daughters of Desiderius, in After Rome’s Fall. Narrators and Sources of Early Medieval History. Essays presented to Walter Goffart, Toronto 1998, pp. 171-190.
- J. Nelson,
Politics and Ritual in Early Medieval Europe, London-Ronceverte 1986.
- B.H. Rosenwein,
The Family Politics of Berengar I, King of Italy (888-924), in «Speculum», 71 (1996), pp. 247-289.
- B.H. Rosenwein,
Negotiating Space. Power, Restraint and Privileges of Immunity in Early Medieval Europe, Manchester 1999.
- P. Stafford,
Queens, Concubines and Dowagers. The King’s Wife in the Early Middle Ages, London-Washington 1998.
- I. Wood,
Kings, Kingdoms and Consent, in Early Medieval Kingship, a cura di P.H. Sawyer, I. Wood, Leeds 1977, pp. 6-29.
- I. Wood,
Royal succession and legitimation in the Roman West, 419-536, in Staat in Frühen Mittelalters, a cura di S. Airlie, W. Pohl, H. Reimitz, Wien 2006 (Forschungen zur Geschichte des Mittelalters, 11), pp. 59-72.
- C. Wickham,
Framing the Early Middle Ages. Europe and the Mediterranean, 400-800, Oxford 2005, pp. 56-258 (trad. it. Le società dell’alto medioevo. Europa e Mediterraneo, secoli V-VIII, Roma 2009).
 
L’identità etnica nella ricerca storica

- P. Amory, People and Identity in Ostrogothic Italy, 489-554, Cambridge 1997.
- P.J. Geary,
The Myth of Nations. The medieval Origins of Europe, Princeton-Oxford 2002 (trad. it. Il mito delle nazioni. Le origini medievali dell’Europa, Roma 2009).
- S. Gasparri,
I germani immaginari e la realtà del regno. Cinquant’anni di studi sui longobardi, in I Longobardi dei ducati di Spoleto e Benevento, Atti del XVI congresso internazionale di studi sull’alto medioevo (Spoleto 20-23 ottobre 2002/Benevento, 24-27 ottobre 2002), 2 voll., Spoleto 2003, pp. 3-28.
- S. Gasparri,
I Longobardi fra oblio e memoria, in Studi sul medioevo per Girolamo Arnaldi, a cura di G. Barone, L. Capo, S. Gasparri, Roma 2000, pp. 237-277.
- W. Goffart,
Barbarian tides. The Migration Age and the later Roman Empire, Philadelphia 2006.
- C. La Rocca,
Mutamenti sociali e culturali tra VI e VIII secolo, in Storia d’Europa e del Mediterraneo, IV/7, Il medioevo (secoli V-XV). Popoli, poteri, dinamiche, a cura di S. Carocci, Roma 2006, pp. 93-128.
- W. Pohl,
Deliberate Ambiguity: the Lombards and Christianity, in Christianizing Peoples and Converting Individuals, a cura di G. Armstrong, I. Wood, Turnhout 2000 (International Medieval Research, 7), pp. 47-58.
- W. Pohl,
Geschichte und Identität im Langobardenreich, in Die Langobarden. Herrschaft und Identität, a cura di W. Pohl, P. Erhart, Wien 2005 (Forschungen zur Geschichte des Mittelalters, 9), pp. 555-566.
- W. Pohl,
Invasions and ethnic identity, in Italy in the Early Middle Ages, 476 -1000, a cura di C. La Rocca, Oxford 2002 (Short Oxford History of Italy), pp. 11-33.
- W. Pohl,
Memory, identity and power in Lombard Italy, in The Uses of the Past in the Early Middle Ages, a cura di Y. Hen, M. Innes, Cambridge 2000, pp. 9-28.
- W. Pohl,
Aux origines d’une Europe ethnique. Transformations d’identités entre Antiquité et Moyen Âge, in «Annales. Histoire, Sciences Sociale», 60 (2005), pp. 183-208.
- W. Pohl,
Le origini etniche dell’Europa. Romani e barbari tra antichità e medioevo, Roma 2000.
- W. Pohl,
Telling the Difference: Signs of Ethnic Identity, in Strategies of Distinction. The Construction of Ethnic Communities, 300-800, a cura di W. Pohl, H. Reimitz, Leiden-New York-Köln 1998 (The Transformation of the Roman World, 2), pp. 17-69.
- I. Wood,
Ethnicity and the Ethnogenesis of the Burgundians, in Typen der Ethnogenese unter besonderer Berücksichtitung der Bayern, a cura di H. Wolfram, W. Pohl, Wien 1980, pp. 53-70.
- C. Wickham,
Alto medioevo e identità nazionale, in «Storica», 9 (2003), 27, pp. 7-26.

L’identità etnica nella ricerca archeologica

- I. Barbiera, Memory of a better dead. Conventional and exceptional burial rites in Central European cemeteries of the AD 6th and 7th centuries, in Materializing Memory. Archaeological material culture and the semantics of the past, a cura di I. Barbiera, A.M. Choyke, J.A. Rasson, Oxford 2009 (BAR International Series), pp. 65-76.
- S. Brather,
Acculturation and Ethnogenesis along the Frontier: Rome and the Ancient Germans in an Archaeological Perspective, in Borders, Barriers, and Ethnogenesis. Frontiers in Late Antiquity and the Middle Ages, a cura di F. Curta, Turnhout 2005 (Studies in the Early Middle Ages, 12), pp. 139-172.
- S. Brather,
Ethnic Identities as Construction of Archaeology: the Case of the Alamanni, in On Barbarian Identity. Critical approaches to Ethnicity in the Early Middle Ages, a cura di A. Gillet, Turnhout 2002 (Studies in the Early Middle Ages, 4), pp. 149-176.
- H. Fehr,
Volkstum as Paradigm: Germanic People and Gallo Romans in Early Medieval Archaeology since the 1930s, in On Barbarian Identity. Critical approaches to Ethnicity in the Early Middle Ages, a cura di A. Gillet, Turnhout 2002 (Studies in the Early Middle Ages, 4), pp. 177-200.
- G. Halsall,
Cemeteries and Society in Merovingian Gaul. Selected studies in History in Archaeologym 1992-2009, Leiden-Boston 2010 (The Transformation of the Roman World, 18).
- G. Halsall,
Settlement and Social Organization. The Merovingian region of Metz, Cambridge 1995.
- H. Hassmann,
Archaeology in the “Third Reich”, in Archaeology, Ideology and Society. The German Experience, a cura di H. Härke, Frankfurt am Main 2002, pp. 67-142.
-
Identité et ethnicité: concepts, débats historiographiques, exemples (IIIe-XIIe siècle), a cura di V. Gazeau, P. Bauduin, Y. Moderan, Caen 2008 (Actes du Table Rond du CRAHM- Centre de recherches archéologiques et historiques anciennes et médiévales, 3).
- S. Jones,
The Archaeology of Ethnicity. Constructing identities in the past and present, London-New York 1997.
- C. La Rocca,
L’archeologia e i Longobardi in Italia. Orientamenti, metodi, linee di ricerca, in Il regno dei Longobardi in Italia. Archeologia, società e istituzioni, a cura di S. Gasparri, Spoleto 2005, pp. 173-234.
- C. La Rocca,
Storia di genere e archeologia dell’alto medioevo: note sul dibattito europeo, in Archeologia e società tra tardo antico e alto medioevo, a cura di G.P. Brogiolo, A. Chavarria Arnau, Mantova 2007, pp. 265-278 (Documenti di Archeologia, 44).
- E.J. Pader,
Symbolism, Social Relations and the Interpretation of Mortuary Remains, Oxford 1982 (BAR international Series 130).
- A.A. Settia,
Una “fara” a Collegno, in «Bollettino storico-bibliografico subalpino», 103 (2005), pp. 263-276.
- P. von Rummel,
Habitus barbarus. Kleidung und Repräsentation spätantiker Eliten, Berlin-New York 2007.

L’interpretazione “etnica” dei corredi funerari nell’archeologia italiana

- V. Bierbrauer, Aspetti archeologici di goti, alamanni e longobardi, in Magistra Barbaritas. I Barbari in Italia, Milano 1984, pp. 445-508.
- V. Bierbrauer,
Die Dame von Ficarolo, in «Archeologia Medievale», 20 (1993), pp. 303-332.
- G.P. Brogiolo, E. Possenti,
Aktuelle Forschungen und Ansätze der langobardischen Archäologie in Italien, in Kulturwandel in Mitteleuropa Langobarden - Awaren - Slawen, Akten der Internationalen Tagung (Bonn, 25-28 Februar 2008), Bonn 2008, pp. 449-466.
- C. Citter,
Le armi simboliche, i corredi funebri e il rango. I re e i guerrieri. Goti e Longobardi nel contesto dell’Europa merovingia, in A bon droyt. Spade di uomini liberi, cavalieri e santi, a cura di M. Scalini, Catalogo della mostra, Cinisello Balsamo 2007, pp. 25-29.
- C. Giostra,
Luoghi e segni della morte in età longobarda: tradizione e transizione nelle pratiche dell’aristocrazia, in Archeologia e società tra tardo antico e alto medioevo, XII seminario sul tardo antico e l’alto medioevo (Padova, 29 settembre-1 ottobre 2005), a cura di G.P. Brogiolo, A. Chavarria Arnau, Mantova 2007 (Documenti di archeologia 44), pp. 311-344.
- S. Lusuardi Siena,
Sulle tracce della presenza gota in Italia: il contributo delle fonti archeologiche, in Magistra Barbaritas. I Barbari in Italia, Milano 1984, pp. 509-558.
-
La necropoli longobarda di Trezzo sull’Adda, a cura di E Roffia, Firenze 1996 (Ricerche di archeologia altomedievale e medievale, 12-13).
-
Presenze longobarde: Collegno nell’alto medioevo, a cura di L. Pejrani Baricco, Torino 2004.
- M. Valenti,
Ma i barbari sono veramente arrivati in Italia?, in V Congresso nazionale di Archeologia Medievale, Atti del congresso (Foggia-Manfredonia, 30 settembre-3 ottobre 2009), a cura di G. Volpe, P. Favia, Firenze 2009, pp. 25-30.

Il nuovo quadro storiografico sulle trasformazioni dei rituali funerari tra tardo antico e alto medioevo

- A. Augenti, “Iacere in palatio”. Le sepolture altomedievali del Palatino, in Sepolture tra IV e VIII secolo, a cura di G.P. Brogiolo, G. Cantino Wataghin, Mantova 1998 (Documenti di Archeologia, 13), pp. 115-121.
- A. Augenti,
Il passato è una terra straniera. Archeologia, Medioevo e mutamento culturale, in V Congresso nazionale di Archeologia Medievale, Atti del congresso (Foggia-Manfredonia, 30 settembre-3 ottobre 2009), a cura di G. Volpe, P. Favia, Firenze 2009, pp. 7-13.
- I. Barbiera,
Changing Lands in Changing Memories. Migration and Identity during the Lombard Invasions, Firenze 2005.
- I. Barbiera,
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Il sesso svelato degli antenati. Strategie funerarie di rappresentazione dei generi a Kranj Lahj e Iskra in Slovenia (VI-XI secolo), in Agire da donna. Modelli e pratiche di rappresentazione (secoli VI-X), a cura di C. La Rocca, Atti del convegno (Padova, 18-19 febbraio 2005), Turnhout 2007 (Haut Moyen Âge, 3), pp. 23-52.
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Rituali funerari nell’alto medioevo e il ruolo del cristianesimo

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Scoperte archeologiche di sepolture regie altomedievali

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Tournai au bas-empire romain et au haut moyen âge, in Les fouilles du quartier Saint-Brice à Tournai. L’environnement funéraire de la sépolture de Childéric, I, a cura di R. Brulet, Louvain-la-Neuve 1990, pp. 11-14.
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The two faces of king Childeric. History, archaeology, historiography, in Integration und Herrschaft. Etnische Identitäten und soziale Organisation im Frühmittelalter, a cura di W. Pohl, M. Diesenberger, Wien 2002 (Forschungen zur Geschichte des Mittelalters, 3), pp. 119-132.
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Données nouvelles sur la sépolture royale de Childéric, in Les fouilles du quartier Saint-Brice à Tournai. L’environnement funéraire de la sépolture de Childéric, II, a cura di R. Brulet, Louvain-la-Neuve 1991, pp. 14-22.

Sutton Hoo:
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Sutton Hoo: a seventh-century princely burial ground and its contest, London 2005.
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Altre sepolture regie franche:
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La tombe d’Arégonde à Saint-Denis. Bilan de recherches menée sur les restes organiques humaines, animaux et végétaux retrouvés en 2003, in Inhumations de prestige ou prestige de l’inhumation? Expressions du pouvoir dans l’au-delà (IVe-XVe siècle), a cura di A. Alduc-Le Bagousse, Caen 2009, pp. 203-226.
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La “chemise de sainte Bathilde” à Chelles et l’influence byzantine sul l’art de cour mérovingien au VIIe siècle, in Centenaire de l’Abbé Cochet, III, La période mérovingienne, Actes du Colloque international d’archéologie (Rouen, 3-5 juillet 1975), Rouen 1978, pp. 521-570.

Italia:
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Le ossa di re Liutprando scoperte a S. Pietro in Ciel d’Oro in Pavia, in «Archivio Storico Lombardo», 22 (1896), pp. 5-80.
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Desiderio e Ansa a Brescia: dalla fondazione del monastero al mito, in Il futuro dei Longobardi. L’Italia e la costruzione dell’Europa di Carlo Magno. Saggi, a cura di C. Bertelli, G.P. Brogiolo, Milano 2000, pp. 143-156.
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La poesia epigrafica a Pavia longobarda nell’VIII sec., in Storia di Pavia, L’alto medioevo, II, Pavia 1987, pp. 159-175.
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Monachesimo femminile e poteri delle regine tra VIII e IX secolo, in Il monachesimo italiano dall’età longobarda all’età ottoniana (secc. VIII-X), Atti del VII convegno di studi storici sull’Italia benedettina (Nonantola, 10-13 settembre 2003), Cesena 2006, pp. 119-143.
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La reine et ses liens avec les monastères dans le royaume d’Italie, in La royauté et les élites dans l’Europe carolingienne (début IXe siècle aux environs de 920), a cura di R. Le Jan, Lille 1998, pp. 269-284.
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