Solidarity and Brotherhood in Medieval Italian Confraternities: A Way of Inclusion or Exclusion?

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Marina Gazzini

Abstract

Gli studi sulle confraternite medievali, oltre che agli aspetti devozionali e caritativi, sono soliti guardare alle finalità solidaristiche e inclusive di tali associazioni. E, a proposito di queste ultime, la solidarietà che si instaurava all’interno del gruppo confraternale, e fra questo e quella parte della popolazione destinataria di solidarietà e assistenza, spirituale come materiale, viene vista come funzionale al rafforzamento del ruolo e dell’identità di buon cittadino (o buon suddito) e di buon fedele. Un pregiudizio positivo grava però sul concetto di solidarietà: se vi sono solidarietà che includono, ne esistono tuttavia altre che escludono. Una confraternita infatti prevedeva spazi chiusi di azione, fisici e metaforici, tali da escludere chi se ne trovava al di fuori. Sulla base di esemplificazioni relative all’Italia del nord a fine medioevo, nel presente saggio ci si interrogherà se le confraternite aiutassero il rafforzamento delle solidarietà, o piuttosto non favorissero la perpetuazione delle barriere sociali ed economiche, fra i membri di una medesima comunità.

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Come citare
Gazzini, M. (2012). Solidarity and Brotherhood in Medieval Italian Confraternities: A Way of Inclusion or Exclusion?. Reti Medievali Rivista, 13(2), 109-120. https://doi.org/10.6092/1593-2214/359
Sezione
Saggi