La devozione dei Bianchi del 1399: analisi politica di un movimento di pacificazione

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Stefania Giraudo

Abstract

Nel 1399 l’Italia fu percorsa da un a serie di processioni, note come la devozione dei Bianchi. La storiografia ha considerato questo fenomeno – che è parte di una lunga tradizione di movimenti devozionali e penitenziali che si manifestarono in Italia e in Europa tra il secolo XIII e XIV – come un movimento omogeneo e compatto, un evento simbolico, l’ultima manifestazione pubblica del tardo medioevo. Questo articolo intende fornire nuovi indizi grazie a un’indagine che si prefigge di riconoscere le interferenze tra i riti religiosi e le pratiche politiche, ponendo l’attenzione innanzitutto ed essenzialmente sull’elemento processionale della devozione come un evento pubblico inserito nel contesto urbano. In particolare, tramite l’analisi delle differenti reazioni dei gruppi di potere nelle città coinvolte nelel processioni, questo studio intende individuare un quadro più articolato degli effetti reali delle processioni pubbliche. I ben documentati casi di Lucca, Pistoia e Padova mostrano un rito multiforme, in cui tanti impulsi diversi erano ricomposti nella prospettiva comune della pace. Questo movimento diede luogo a un nuovo ed eterogeneo spazio di potere, che provocò tensioni politiche che riflettevano e talora alteravano l’equilibrio locale del potere.

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Come citare
Giraudo, S. (2013). La devozione dei Bianchi del 1399: analisi politica di un movimento di pacificazione. Reti Medievali Rivista, 14(1), 167-195. https://doi.org/10.6092/1593-2214/392
Sezione
Saggi