Boncompagno da Signa da retore a storiografo

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Paolo Garbini

Abstract

Analizzando il brevissimo giro d'anni in cui Boncompagno da Signa, magister di ars dictaminis compose e poi rivide il Liber de obsidione Ancone (1198-1201) e le parole del prologo dell'opera, si individua nella polemica consapevolezza autoriale di Boncompagno la motivazione che lo portò a comporre il Liber, con cui intese guadagnare la storiografia al dominio della retorica accademica; si inquadra inoltre il Liber come prodotto del tutto originale nel panorama della storiografia cittadina coeva.

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Come citare
Garbini, P. (2018). Boncompagno da Signa da retore a storiografo. Reti Medievali Rivista, 19(1), 557-570. https://doi.org/10.6092/1593-2214/5462
Sezione
Saggi in Sezione monografica - 2