Tra storiografia e retorica: prospettive nel basso medioevo italiano

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Marino Zabbia (a cura di)

Abstract

Questa sezione monografica raccoglie in veste ampiamente rielaborata le relazioni presentate al seminario Il mestiere di scrivere la storia: nascita ed evoluzione della professione storiografica tra XIII e XV secolo, che si è tenuto a Potenza nell’aprile del 2016. Nei saggi che seguono si ripercorre un ampio arco cronologico concentrandosi su tre momenti in cui è avvenuto un incontro tra alta formazione culturale degli autori e composizione di opere storiografiche. Il percorso inizia ai primi del XIII secolo con l’analisi della cronaca di Boncompagno da Signa, magister di ars dictaminis il quale scrisse quando i cronisti laici coevi avevano di norma una formazione professionale che prevedeva lo studio della retorica. Nella seconda tappa l’attenzione si concentra sugli scritti di Albertino Mussato, incoronato poeta e storico nello Studio padovano, il quale provò a utilizzare in ambito storiografico la rinnovata conoscenza della letteratura latina raggiunta alle soglie del Trecento. Il punto d’arrivo è costituito dall’analisi della storiografia prodotta alla corte napoletana di Alfonso il Magnanimo negli anni Quaranta del Quattrocento, quando Lorenzo Valla e Bartolomeo Facio, oltre a comporre opere storiografiche, si scontrarono in una dura polemica che aveva per oggetto il corretto modo di scrivere di storia.

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Come citare
Zabbia (a cura di), M. (2018). Tra storiografia e retorica: prospettive nel basso medioevo italiano. Reti Medievali Rivista, 19(1). https://doi.org/10.6092/1593-2214/5467
Sezione
Saggi in Sezione monografica - 2

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