I notai e la signoria cittadina. Appunti sulla documentazione dei Bonacolsi di Mantova fra Duecento e Trecento (rileggendo Pietro Torelli)

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Gian Maria Varanini

Abstract

In un certo numero di città italiane, tra Duecento e Trecento il potere politico è assunto da un signore, al quale i consigli comunali conferiscono l’arbitrium (e ai quali più tardi, ai primi del Trecento, il potere imperiale o papale offre un riconoscimento attraverso il vicariato). Sia dal punto di vista del personale, sia dal punto di vista dell’organizzazione degli uffici, sia infine dal punto di vista della tipologia della documentazione prodotta, i signori cittadini adottano pratiche nuove, ed elaborano modelli documentari nuovi, con molta prudenza. Il sistema documentario comunale, e i notai che ne erano gli artefici e i protagonisti, poté infatti adattarsi, almeno per un certo lasso di tempo, alla nuova situazione politica. Il saggio esamina queste problematiche per Mantova bonacolsiana, riprendendo le ricerche di Pietro Torelli. Sono dunque approfonditi (con particolare attenzione agli anni tra il 1290 e il 1310) i rapporti tra i signori e uno scelto gruppo di notai: fedeli alla loro funzione di officiali comunali, ma anche attenti alle esigenze documentarie della famiglia al potere.

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Come citare
Varanini, G. (2008). I notai e la signoria cittadina. Appunti sulla documentazione dei Bonacolsi di Mantova fra Duecento e Trecento (rileggendo Pietro Torelli). Reti Medievali Rivista, 9(1), Art. #7. https://doi.org/10.6092/1593-2214/96
Fascicolo
Sezione
Saggi in Sezione monografica