Le “liste” fra pratiche di scrittura e modalità di conservazione: il caso di Imola (1255-1319)

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Tiziana Lazzari

Abstract

L’archivio del comune di Imola non conserva le serie delle magistrature due-trecentesche che furono oggetto di uno scarto completo nel Cinquecento. Conserva però un fondo di “beni e diritti” cospicuo nel numero dei pezzi e, soprattutto, assai composito nei contenuti diplomatistici. La parte percentualmente più rilevante di tale miscellanea si addensa fra gli anni Cinquanta del Duecento e i primi due decenni del secolo successivo, gli anni in cui più accesi furono gli scontri di parte nella città. Le numerose liste che si sono conservate, fra le quali una di milites tenuti a dare un cavallo per l’anno compreso fra il primo settembre 1319 e il 31 agosto del 1320 per le esigenze militari del comune e che mostra caratteri diplomatistici assai peculiari, costituiscono fonti di grande interesse per restituire un’immagine socio-economica della milizia cittadina e del suo azzonamento urbano.

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Come citare
Lazzari, T. (2008). Le “liste” fra pratiche di scrittura e modalità di conservazione: il caso di Imola (1255-1319). Reti Medievali Rivista, 9(1), Art. #14. https://doi.org/10.6092/1593-2214/103
Fascicolo
Sezione
Saggi in Sezione monografica