La Trinità di Cava nel 1111. Soluzione di conflitti e definizione di un confine

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Vito Lorè

Abstract

All’inizio del secolo XII i duchi di Puglia e i signori di Nocera nel giro di pochi anni posero fine a un periodo tumultuoso e ridisegnarono l’assetto dei poteri nell’area a Nord di Salerno. La Trinità di Cava fu il punto attorno al quale si cristallizzarono i nuovi equilibri. Confermando una già chiara vocazione a mediare nei conflitti fra i poteri laici, la Trinità orientò in proprio favore gli accordi fra le parti con l’esborso di grandi quantità di moneta. Ottenne così il possesso di un importante castello e di tutte le terre che i contendenti avevano all’interno di una vasta zona, delimitata in quell’occasione da un confine preciso. Lo spazio così creato, privo di difese militari nella sua parte settentrionale, non era però in quel momento un territorio signorile, né uno spazio immune; era piuttosto un’area di compensazione, che impediva il contatto fra le due potenze rivali. Soltanto diversi decenni dopo, quando l’area di Cava non era più posta alla frontiera fra domini diversi, la Trinità se ne appropriò, edificandovi nuove fortificazioni e volgendo la propria presenza in senso signorile.

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Come citare
Lorè, V. (2006). La Trinità di Cava nel 1111. Soluzione di conflitti e definizione di un confine. Reti Medievali Rivista, 7(1), Art. #8. https://doi.org/10.6092/1593-2214/161
Sezione
Saggi in Sezione monografica