http://www.rmojs.unina.it/index.php/rm/issue/feed Reti Medievali Rivista 2021-12-06T16:23:23+00:00 R. Delle Donne, T. Frank, P. Guglielmotti, I. Martín Viso, P. Rosso, G.M. Varanini redazionerivista@retimedievali.it Open Journal Systems <p class="journalHp"><img class="copertina" style="float: left; margin-right: 20px;" src="/public/site/images/admin/copertina_RM_Rivista2.jpg" alt="RM_Cover" width="200">Reti Medievali Rivista è una iniziativa scientifica dedicata allo studio della civiltà medievale nelle sue diverse forme. È volta anche a sperimentare l'uso delle nuove tecnologie informatiche nelle pratiche di ricerca e di comunicazione del sapere.<br> Tutti i testi pubblicati in RM Rivista sono vagliati, secondo le modalità del "doppio cieco" (<em>double blind peer review</em>), da non meno di due lettori individuati in un'ampia cerchia internazionale di specialisti.&nbsp;I loro nomi&nbsp;sono pubblicati alla pagina, costantemente aggiornata:&nbsp;<a href="../rm/about/editorialTeam#item_5">Referees</a>;&nbsp;le loro valutazioni sono archiviate nell'area riservata.<br>L'<em>Agenzia Nazionale di Valutazione del sistema Universitario e della Ricerca</em> (ANVUR) ha collocato RM Rivista tra le riviste scientifiche di <a href="http://www.rm.unina.it/index.php?action=viewnews&amp;news=top_1541092321" target="_blank" rel="noopener">qualità più elevata (Fascia A)</a> per 4 settori concorsuali dell'Area "11 - Scienze storiche, filosofiche, pedagogiche e psicologiche" e 20 settori dell'Area "10 - Scienze dell'antichita', filologico-letterarie e storico-artistiche". <br>RM Rivista è presente nei <a href="http://www.rm.unina.it/index.php?mod=none_biblioteche">cataloghi di centinaia di biblioteche nel mondo e nelle principali banche dati di periodici</a>, tra cui <em>Arts and Humanities Citation Index®</em> e <em>Current Contents®/Arts &amp; Humanities</em> di <a href="http://thomsonreuters.com/" target="_blank" rel="noopener">Thomson Reuters (già ISI)</a> e <a href="http://www.scopus.com/" target="_blank" rel="noopener"><em>SCOPUS</em></a> di Elsevier; è stata inoltre inclusa nell'indice <a href="https://dbh.nsd.uib.no/publiseringskanaler/erihplus/periodical/info.action?id=473820" target="_blank" rel="noopener"> <em>ERIH PLUS</em></a> di European Science Foundation.<br> Reti Medievali è membro di COPE, il <a href="http://www.publicationethics.org/" target="_blank" rel="noopener"><em>Committee on Publication Ethics</em></a>.</p> <table width="320" align="center"> <tbody> <tr> <td align="center" width="100"><a title="ERIH PLUS" href="https://dbh.nsd.uib.no/publiseringskanaler/erihplus/periodical/info.action?id=473820" target="_blank" rel="noopener"><img src="/public/site/images/admin/2017-01-031.png" alt="logo ERIH PLUS" width="96" height="34"></a></td> <td align="center" width="36"><a href="http://www.anvur.org/" target="_blank" rel="noopener"><img src="/public/site/images/admin/ANVUR.png" alt="logo ANVUR"></a></td> <td align="center" width="38"><a href="https://doaj.org/toc/1593-2214" target="_blank" rel="noopener"><img src="https://doaj.org/static/doaj/images/seal_short.png" alt="DOAJ Seal"></a></td> <td align="center" width="100"><a href="http://www.publicationethics.org/" target="_blank" rel="noopener"><img src="/public/site/images/admin/cope.jpg" alt="COPE_logo" width="96" height="34"></a></td> </tr> </tbody> </table> http://www.rmojs.unina.it/index.php/rm/article/view/8680 Storia e storia del diritto nell’Italia bassomedievale. Una discussione su O. Cavallar e J. Kirshner, Jurists and Jurisprudence in Medieval Italy. Texts and Contexts, 2020 2021-12-06T16:23:23+00:00 Paola Guglielmotti paola.gugliemotti@unige.it Gian Maria Varanini gianmaria.varanini@univr.it <p>Discussione del libro di O. Cavallar e J. Kirshner, <em>Jurists and Jurisprudence in Medieval Italy. Texts and Contexts</em>, 2020</p> 2021-12-05T18:14:13+00:00 ##submission.copyrightStatement## http://www.rmojs.unina.it/index.php/rm/article/view/8670 Un “continente ritrovato” 2021-12-06T16:23:20+00:00 Diego Quaglioni diego.quaglioni@unitn.it <p>O. Cavallar e J. Kirshner hanno pazientemente e sapientemente costruito una ricchissima antologia ragionata della dottrina giuridica di diritto comune, offrendo agli studiosi di un arco di discipline che va ben oltre la storia del diritto e del pensiero giuridico l’occasione di un forte recupero di un panorama di fonti di primaria importanza per la storia politica e del pensiero politico, per la storia sociale ed economica, per la storia delle istituzioni e per la stessa storia di genere nell’Italia medievale.</p> 2021-12-05T18:16:01+00:00 ##submission.copyrightStatement## http://www.rmojs.unina.it/index.php/rm/article/view/8671 La cultura giuridica nella società italiana bassomedievale: testi, contesti, questioni 2021-12-06T16:23:17+00:00 Lorenzo Tanzini tanzini@unica.it <p>A proposito dell’importante volume di O. Cavallar e J. Kirshner, il saggio prende spunto dagli elementi salienti dell’opera dei due studiosi per segnalare alcuni elementi significativi dello studio della letteratura giuridica nella comprensione della società medievale.</p> 2021-12-05T18:17:53+00:00 ##submission.copyrightStatement## http://www.rmojs.unina.it/index.php/rm/article/view/8672 Leggere il diritto nella prospettiva del genere e viceversa 2021-12-06T16:23:14+00:00 Simona Feci simona.feci@unipa.it <p>Il contributo illustra uno dei filoni tematici del volume di O. Cavallar e J. Kirshner, ovvero il ruolo del genere nell’ordine giuridico, e sottolinea l’importanza del diritto per affrontare la storia delle identità di genere e soprattutto per promuovere la storia della mascolinità.</p> 2021-12-05T18:21:04+00:00 ##submission.copyrightStatement## http://www.rmojs.unina.it/index.php/rm/article/view/8673 Testo e contesto: un’ipotesi per la didattica della storia del diritto comune 2021-12-06T16:23:11+00:00 Ferdinando Treggiari ferdinando.treggiari@unipg.it <p>L’autore si interroga sulle prospettive didattiche in sede universitaria di un’antologia di testi giuridici medievali: occasione per mostrare la prismaticità dell’ordine giuridico dell’Italia dei secoli XIII-XV e la ricchezza di prospettive che apre il dialogo tra la “storia” e la “storia del diritto”.</p> 2021-12-05T18:25:37+00:00 ##submission.copyrightStatement## http://www.rmojs.unina.it/index.php/rm/article/view/8674 Revivifying the Ius Commune 2021-12-06T16:23:09+00:00 Osvaldo Cavallar cynus163@icloud.com Julius Kirshner jkir@uchicago.edu <p>Partendo dalle percettive letture e dalla attenta contestualizzazione di <em>Jurists and Jurisprudence in Medieval Italy: Texts and Contexts</em> proposta dai quattro relatori la presente replica s’incentra sull’ambiente culturale per cui la nostra raccolta di testi, con introduzioni e bibliografia, è stata concepita e intesa: il corso accademico. Consapevoli che i corsi universitari e i curricula accademici non sono gli stessi in giro per il mondo, ritorniamo su due interrogativi che ci hanno guidato nella progettazione ed esecuzione di questo volume: perché e come insegnare il diritto comune (<em>ius commune</em>)? A queste due domande si può aggiungerne una terza: quali sono i vantaggi o le ricompense di un simile lavoro? La prima parte ripropone le ragioni per la non convenzionale natura del nostro lavoro; la seconda, frammentando l’intero volume in sezioni e sotto-sezioni, esemplifica come i testi vennero usati negli Stati Uniti in un contesto socio-economicamente e culturalmente eterogeneo e con un un gruppo di uditori provenienti da dipartimenti diversi; la terza parte, uscendo da un ambiente anglofono, illustra le reazioni alle traduzioni di un gruppo internazionale di studenti in Giappone che per la prima volta si sono confrontati con il tema della storia del diritto comune.</p> 2021-12-05T18:27:25+00:00 ##submission.copyrightStatement## http://www.rmojs.unina.it/index.php/rm/article/view/7721 The Making of the 'Burgundian kingdom' 2021-10-24T10:27:24+00:00 Ian Wood I.N.Wood@leeds.ac.uk <p>What is usually called the Burgundian kingdom differed in various respects from the other 'successor states' of the fifth and sixth centuries.&nbsp; It was not a territorial entity associated with a people, but was rather a region of the later Roman Empire that was controlled by members of the Gibichung family who were put in post by the imperial administration in Italy, especially by Ricimer, to whom they were connected by marriage.&nbsp; Their advisers, who included Sidonius Apollinaris, were Romans.&nbsp; And they continued to act as imperial agents down to the 520s.</p> 2021-08-23T12:25:06+00:00 ##submission.copyrightStatement## http://www.rmojs.unina.it/index.php/rm/article/view/8306 Il più antico 'processo' longobardo: per una rilettura 2021-11-19T12:01:51+00:00 Luca Loschiavo loschiavoluca@gmail.com <p>Tra gli storici giuristi è ancora assai diffusa l’idea di una tradizione giuridica unitaria (ancestrale) condivisa tra i vari popoli germanici (il diritto germanico) nel momento in cui si affacciavano alle frontiere dell’impero romano. Anche i Longobardi sarebbero entrati in Italia seguendo tale diritto che avrebbe avuto caratteri nettamente contrastanti con quelli propri del diritto romano. Tra gli aspetti più caratteristici vi sarebbe stato il modo di risolvere le liti. Ancora l’Editto di Rotari rifletterebbe un procedimento modellato per conseguire principalmente l’obiettivo di evitare le faide tra clan e poco o nulla indirizzato all’accertamento dei fatti e all’attribuzione delle responsabilità che era invece tipico delle procedure romane. Il momento probatorio, in particolare, sarebbe stato incentrato su procedure di tipo ordalico che lasciavano al giudice un ruolo ben limitato nella decisione della controversia. La non corrispondenza di tale modello con le (peraltro esigue) risultanze della prassi ha perciò indotto taluno a ritenere scarsamente attendibile la legislazione rotariana ai fini di una veridica ricostruzione dell’amministrazione della giustizia nel regno. Il presente saggio propone una rilettura delle norme del primo editto longobardo dalla quale emerge un quadro differente in cui lo spazio per un reale accertamento dei fatti da parte del giudice era tutt’altro che insignificante anche nel più antico processo longobardo e il modello procedurale adottato nell’Italia Longobarda non si allontanava troppo da quello tipico della giustizia tardo-romana come veniva applicata in contesti provinciali.</p> 2021-11-19T11:53:09+00:00 ##submission.copyrightStatement## http://www.rmojs.unina.it/index.php/rm/article/view/8230 Sulle tracce dei 'manentes' altomedievali. 'Curtes' e territorialità 2021-08-26T11:57:25+00:00 Paolo Tomei paolo.tomei@cfs.unipi.it <div class="page" title="Page 2"> <div class="layoutArea"> <div class="column"> <p>I <em>manentes</em> sono una categoria sociale ben studiata per i secoli XII e XIII fra le forme di “nuovo servaggio” diffuse nelle campagne italiane. La loro storia altomedievale resta però sostanzialmente ignota. L’articolo intende colmare questa lacuna, attraverso affondi sistematici nelle fonti documentarie e un loro confronto con le raccolte di capitolari nei manoscritti. La nascita della <em>manentia</em> e la sua trasformazione nel pieno medioevo saranno valorizzate quali spie di cambiamenti strutturali più profondi, che concernono la collocazione dell’individuo nello spazio e nella società.</p> </div> </div> </div> 2021-08-23T11:35:27+00:00 ##submission.copyrightStatement## http://www.rmojs.unina.it/index.php/rm/article/view/7921 Citation of Law as a Legal Argument in an early 11th-century breve from Farfa 2021-10-12T12:00:51+00:00 Maya Maskarinec maskarin@usc.edu <p class="p1">In 1008 the notary Guido redacted a breve recording the renunciation of property by a certain Raino in favor of the monastery of Farfa (RF no. 476). Cited in this breve is a Lombard law (Liutprand 6), which allowed for deathbed donations. This article argues that this citation entailed an implicit legal argument, by the notary Guido and the Farfa monks who benefitted from the transaction, for the validity of Raino’s renunciation. When this is set in the context of the larger corpus of late tenth- to early-eleventh-century <em>brevia</em> preserved in Farfa’s register, what emerg<span class="s1">es&nbsp;</span>is an ongoing attempt by notaries in the Sabina to find legal solutions that would facilitate transactions to the benefit of the Farfa monastery.</p> 2021-10-11T18:15:37+00:00 ##submission.copyrightStatement## http://www.rmojs.unina.it/index.php/rm/article/view/8096 «Bovo Famulus Dei». Alla ricerca dell’uomo dietro il nome nel monasterium Sancti Heliae. 2021-08-26T11:57:24+00:00 Alison Locke Perchuk alison.perchuk@csuci.edu <p class="p1">Intrinsecamente legata alla storia dell’arte e dell’architettura, la biografia rappresenta una sfida per i medievisti. Il problema che si pone non riguarda l’assenza di nomi ma il fatto che di rado&nbsp;<span class="s1">essi siano congiunti a una vita</span>. La storiografia è solita comparare più contesti nel tentativo di rintracciare elementi caratterizzanti una committenza che si possano poi applicare altrove. In questo saggio intendo procedere in senso opposto, partendo cioè dagli indizi forniti dallo stesso monumento – la chiesa monastica di Sant’Elia – per arrivare alla biografia del suo committente: tale approccio consente una riflessione teorica e pratica sul metodo dello studio biografico per il medioevo.</p> 2021-08-23T11:49:26+00:00 ##submission.copyrightStatement## http://www.rmojs.unina.it/index.php/rm/article/view/8229 L’imperatore Ludovico il Bavaro e le scomuniche pontificie. Uno scontro di strategie comunicative? 2021-08-26T11:57:24+00:00 Eva Schlotheuber eva.schlotheuber@uni-duesseldorf.de <div class="page" title="Page 2"> <div class="layoutArea"> <div class="column"> <p>Lo scontro dell’imperatore Ludovico il Bavaro con la curia papale nel XIV secolo ebbe un grande impatto storico. Tuttavia, furono storicamente efficaci non solo le prese di posizione politiche, giuridiche o teologiche, ma anche la loro comunicazione pubblica, oggetto di questo articolo. Quest’ultima fu alimentata sia dalle decisioni dei potenti sia dall’accettazione dei governati. Per cogliere la dinamica di questi processi di negoziazione, l’approccio metodologico della “<em>governance</em> multilivello” è particolarmente adatto. Nel processo comunicativo di questa controversia, nella quale il Papa e l’Imperatore lottano con tutti i mezzi per il predominio nella sfera pubblica quanto all’interpretazione dei fatti, si possono elaborare cinque diversi livelli di <em>escalation</em>, che portarono a una svolta storica nella relazione tra i due poteri.</p> </div> </div> </div> 2021-08-23T11:38:46+00:00 ##submission.copyrightStatement## http://www.rmojs.unina.it/index.php/rm/article/view/8060 «Molte spese pago più che non posso». Riflessioni sulla Chiesa toscana nell’età del primo catasto fiorentino (a partire dal caso di Volterra) 2021-11-01T12:02:10+00:00 Jacopo Paganelli jacopo.paganelli@cfs.unipi.it <p class="p1">Il saggio analizza la situazione della Chiesa secolare toscana nei primi due decenni del XV secolo at<span class="s1">traverso&nbsp;</span>il caso di studio di Volterra. Dopo una disamina degli obblighi fiscali (sia laici sia ecclesiasti<span class="s2">ci)&nbsp;</span>a cui i preti erano sottoposti, si è proceduto a confrontare i dati estrapolati da due visite pastorali svolte nel 1413-1414 e 1422-1423 con quelli ricavati dal primo catasto fiorentino, della fine degli anni Venti. La tesi è che la prassi dei prelievi congiunti fra sede apostolica e comune di Firenze – inaugu<span class="s1">rata&nbsp;</span>dai pontefici “pisani” – indebolì significativamente la rete beneficiale (e la cura d’anime).&nbsp;</p> 2021-10-31T19:50:03+00:00 ##submission.copyrightStatement## http://www.rmojs.unina.it/index.php/rm/article/view/7730 La "vexata quaestio" della catacomba di San Vito nell’area del convento di Santa Maria della Vita a Napoli 2021-08-26T11:57:23+00:00 Carlo Ebanista carlo.ebanista@unimol.it Simone Marinaro simon510@hotmail.it <p>La notizia, supportata da una lunga tradizione erudita, per cui sotto il complesso di Santa Maria della Vita a Napoli si collochi una catacomba dedicata a san Vito, dove un tempo si ergeva una chiesa intitolata al medesimo santo, è stata sempre circondata da incertezza. Nonostante la catacomba sia tuttora irrintracciabile, lo studio, mosso dal fine di chiarire il complesso di fonti al riguardo, ha conseguito notevoli risultati, accertando l’esistenza storica e i caratteri della primitiva chiesa, individuando in loco numerose cavità ipogee non funerarie, nonché riportando all’attenzione degli studiosi un’immagine mariana dimenticata, proveniente dagli ambienti sotterranei preesistenti al convento.</p> 2021-08-23T12:08:11+00:00 ##submission.copyrightStatement## http://www.rmojs.unina.it/index.php/rm/article/view/7748 L'abbazia di Pomposa e le sue scritture. un progetto per ricostruire l'archivio e la biblioteca tra X e XII secolo 2021-08-26T11:57:22+00:00 Corinna Mezzetti corinna.mezzetti@gmail.com Antonio Manfredi manfredi@vatlib.it Anna Berloco a.berloco@vatlib.it Chiara Guerzi chiaraguerzi@gmail.com Giovanni Isabella giovanni.isabella@unibo.it <p>L'articolo illustra un progetto di studio e valorizzazione del patrimonio manoscritto dell’abbazia di Pomposa, che vedrà la prossima realizzazione di un portale e di un catalogo integrato dei documenti dell’archivio (secoli X-XII), dei manoscritti della biblioteca e della bibliografia pomposiana.</p> 2021-08-23T13:44:24+00:00 ##submission.copyrightStatement##