Reti Medievali Rivista http://www.rmojs.unina.it/index.php/rm <p class="journalHp"><img class="copertina" style="float: left; margin-right: 20px;" src="/public/site/images/admin/copertina_RM_Rivista2.jpg" alt="RM_Cover" width="200">Reti Medievali Rivista è una iniziativa scientifica dedicata allo studio della civiltà medievale nelle sue diverse forme. È volta anche a sperimentare l'uso delle nuove tecnologie informatiche nelle pratiche di ricerca e di comunicazione del sapere.<br> Tutti i testi pubblicati in RM Rivista sono vagliati, secondo le modalità del "doppio cieco" (<em>double blind peer review</em>), da non meno di due lettori individuati in un'ampia cerchia internazionale di specialisti.&nbsp;I loro nomi&nbsp;sono pubblicati alla pagina, costantemente aggiornata:&nbsp;<a href="../rm/about/editorialTeam#item_5">Referees</a>;&nbsp;le loro valutazioni sono archiviate nell'area riservata.<br>L'<em>Agenzia Nazionale di Valutazione del sistema Universitario e della Ricerca</em> (ANVUR) ha collocato RM Rivista tra le riviste scientifiche di <a href="http://www.rm.unina.it/index.php?action=viewnews&amp;news=top_1541092321" target="_blank" rel="noopener">qualità più elevata (Fascia A)</a> per 4 settori concorsuali dell'Area "11 - Scienze storiche, filosofiche, pedagogiche e psicologiche" e 20 settori dell'Area "10 - Scienze dell'antichita', filologico-letterarie e storico-artistiche". <br>RM Rivista è presente nei <a href="http://www.rm.unina.it/index.php?mod=none_biblioteche">cataloghi di centinaia di biblioteche nel mondo e nelle principali banche dati di periodici</a>, tra cui <em>Arts and Humanities Citation Index®</em> e <em>Current Contents®/Arts &amp; Humanities</em> di <a href="http://thomsonreuters.com/" target="_blank" rel="noopener">Thomson Reuters (già ISI)</a> e <a href="http://www.scopus.com/" target="_blank" rel="noopener"><em>SCOPUS</em></a> di Elsevier; è stata inoltre inclusa nell'indice <a href="https://dbh.nsd.uib.no/publiseringskanaler/erihplus/periodical/info.action?id=473820" target="_blank" rel="noopener"> <em>ERIH PLUS</em></a> di European Science Foundation e ha ottenuto lo <em><a href="https://doaj.org/toc/1593-2214" target="_blank" rel="noopener">Sparc Europe Seal</a></em>, la certificazione di conformità a standard di qualità elevata, rilasciata alle riviste scientifiche ad accesso aperto.<br> Reti Medievali è membro di COPE, il <a href="http://www.publicationethics.org/" target="_blank" rel="noopener"><em>Committee on Publication Ethics</em></a>.</p> <table width="320" align="center"> <tbody> <tr> <td align="center" width="100"><a title="ERIH PLUS" href="https://dbh.nsd.uib.no/publiseringskanaler/erihplus/periodical/info.action?id=473820" target="_blank" rel="noopener"><img src="/public/site/images/admin/2017-01-031.png" alt="logo ERIH PLUS" width="96" height="34"></a></td> <td align="center" width="36"><a href="http://www.anvur.org/" target="_blank" rel="noopener"><img src="/public/site/images/admin/ANVUR.png" alt="logo ANVUR"></a></td> <td align="center" width="38"><a href="https://doaj.org/toc/1593-2214" target="_blank" rel="noopener"><img src="https://doaj.org/static/doaj/images/seal_short.png" alt="DOAJ Seal"></a></td> <td align="center" width="100"><a href="http://www.publicationethics.org/" target="_blank" rel="noopener"><img src="/public/site/images/admin/cope.jpg" alt="COPE_logo" width="96" height="34"></a></td> </tr> </tbody> </table> it-IT RM Rivista pubblica in internet, ad accesso aperto, con licenza: <br /><table width="100%"><tbody><tr><td width="82"><p style="margin-top: 0; margin-bottom: 0;"><img src="/public/site/images/admin/cc-by-80x15_80.png" alt="cc-by-80x15_80" width="80" height="15" /></p></td><td><em><a href="http://creativecommons.org/licenses/by/4.0/" target="_blank">CCPL Creative Commons Attribuzione</a></em></td></tr></tbody></table><p style="text-align: justify;">L'autore conserva il copyright sul suo contributo, consentendo tuttavia a chiunque "di riprodurre, distribuire, comunicare al pubblico, esporre in pubblico, rappresentare, eseguire e recitare l'opera", purché siano correttamente citati l'autore e il titolo della rivista. L’autore, al momento della proposta di pubblicazione, è inoltre tenuto a dichiarare che il contenuto e l’organizzazione dell’opera è originale e non compromette in alcun modo i diritti di terzi, né gli obblighi connessi alla salvaguardia di diritti morali ed economici di altri autori o di altri aventi diritto, sia per testi, immagini, foto, tabelle, sia per altre parti di cui il contributo può essere composto. 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Neue Perspektiven für das Repertorium Germanicum (1378-1484)“ statt.&nbsp;Reti Medievali Rivista veröffentlicht die überarbeiteten Beiträge aus dem Roundtable „Langzeitprojekte und Digital Humanities im internationalen Vergleich“ und einige thematisch passende Vorträge zum zeitnahen Abdruck versammelt.</p> Irmgard Fees, Claudia Märtl, Andreas Rehberg, Jörg Voigt ##submission.copyrightStatement## http://creativecommons.org/licenses/by/4.0 http://www.rmojs.unina.it/index.php/rm/article/view/6130 Tue, 11 Jun 2019 00:00:00 +0000 Introduction http://www.rmojs.unina.it/index.php/rm/article/view/6074 <p>Im März 2018 fand am Deutschen Historischen Institut (DHI) in Rom eine Tagung zur Bedeutung der Digital Humanities für die Erschließung und Auswertung der kurialen Quellen statt. Das am genannten Institut angesiedelte <em>Repertorium Germanicum</em> (RG) bereitet das Quellenmaterial des Archivio Segreto Vaticano und weiterer hauptsächlich römischer Archive für die Geschichte der Territorien und Diözesen des Alten Reiches auf, die weit über die Grenzen des heutigen Deutschlands reichen. Die damit verbundene überregionale Dimension des RG ist Anlass für einen Austausch mit verwandten Erschließungsprojekten im europäischen Vergleich, von denen hier sieben Fallstudien von Autor/-innen aus fünf Ländern vorgestellt werden.</p> Irmgard Fees, Claudia Märtl, Andreas Rehberg, Jörg Voigt ##submission.copyrightStatement## http://creativecommons.org/licenses/by/4.0 http://www.rmojs.unina.it/index.php/rm/article/view/6074 Tue, 11 Jun 2019 00:00:00 +0000 Information Technologies for Medieval Studies: Some Recent Experiences in Italy http://www.rmojs.unina.it/index.php/rm/article/view/6071 <p>L’articolo ricostruisce i rapporti degli studi medievistici italiani con le <em>digital humanities</em>, muovendo dalle ricerche condotte sulla documentazione vaticana e su altre fonti ecclesiastiche a partire dagli anni Ottanta del secolo scorso, per passare poi a discutere di alcuni progetti più recenti, basati su diverse tipologie di fonti. Emerge un dibattito a più voci, in cui le esperienze degli storici e degli editori di fonti medievali si intrecciano a quelle maturate nel mondo degli archivi e delle biblioteche, per affrontare le incessanti trasformazioni della <em>Information Technology</em>, dai primi siti in rete al Web 2.0, dal Web semantico alle recenti sfide lanciate agli storici dai dati della ricerca e dalle tecnologie dei <em>Linked Open Data</em>.</p> Roberto Delle Donne ##submission.copyrightStatement## http://creativecommons.org/licenses/by/4.0 http://www.rmojs.unina.it/index.php/rm/article/view/6071 Tue, 11 Jun 2019 00:00:00 +0000 Historische Grundlagenforschung in Rumänien und Digital Humanities http://www.rmojs.unina.it/index.php/rm/article/view/6129 <div class="page" title="Page 2"> <div class="layoutArea"> <div class="column"> <p>Per diversi motivi la Romania per molto tempo non ha preso parte agli sforzi internazionali per l’esplorazione delle fonti curiali medievali conservate nell’Archivio Segreto Vaticano, ne- gli archivi romani o nelle raccolte documentarie romene. Attualmente questa situazione però sta cambiando. Il crescente interesse per questa importante documentazione è incoraggiato e facilitato in primo luogo da molteplici iniziative mirate a digitalizzare le fonti papali o curiali conservate localmente, rendendole così accessibili ai ricercatori. In brevissimo tempo le banche dati e/o le collezioni di immagini digitali di fonti medievali, fornite dai progetti internazionali, nazionali o istituzionali, sono diventate strumenti indispensabili di ricerca. La Transilvania, un tempo provincia del regno d’Ungheria e perciò parte del mondo latino medievale, trae notevo- lissimo profitto da questa ondata di progetti sostenuti e controllati da tecniche informatiche di vecchia o recente data. Il saggio vuole discutere come le ricerche medievali legate alla Transil- vania (tradizionalmente un contesto di studi multilingue e internazionale) usano questi nuovi collegamenti digitali e quali siano i limiti dei vari progetti. Infine, ci si interroga su quali potreb- bero essere i prossimi passi per un sviluppo e un miglioramento ulteriori.</p> </div> </div> </div> Adinel C. Dincă ##submission.copyrightStatement## http://creativecommons.org/licenses/by/4.0 http://www.rmojs.unina.it/index.php/rm/article/view/6129 Tue, 11 Jun 2019 00:00:00 +0000 Digitale Erschließung der (kurialen) Quellen in der Slowakei http://www.rmojs.unina.it/index.php/rm/article/view/6132 <p>La Slovacchia fino al 1918 faceva parte del regno d’Ungheria: ecco perché non solo i ricercatori slovacchi ma anche storici ungheresi (e di altri paesi) si occupano della storia di questo territorio e si dedicano alle edizioni di fonti. Le fonti legate alla Curia Romana sono state pubblicate sia in un progetto più risalente (<em>Monumenta Vaticana historiam Regni Hungariae illustrantia</em>) sia in un progetto più recente (Monumenta Vaticana Slovaciae»). Le fonti curiali provenienti da archivi nazionali sono state pubblicate in ulteriori edizioni. Attualmente si sta preparando un portale assai complesso di taglio storico: http://www.PamMap.sk. In esso i documenti curiali (e anche tanti altri) vengono resi disponibili in forma plurilingue con immagini digitalizzati e metadati per un pubblico vasto.</p> Juraj Šedivý ##submission.copyrightStatement## http://creativecommons.org/licenses/by/4.0 http://www.rmojs.unina.it/index.php/rm/article/view/6132 Tue, 11 Jun 2019 00:00:00 +0000 Les opérations d’éditions numériques françaises et les archives médiévales de la papauté http://www.rmojs.unina.it/index.php/rm/article/view/6134 <p>Depuis la fin du XIX<sup>e</sup> siècle, les lettres de la Chancellerie pontificale sont éditées par l’École française de Rome. Puis en 2002, elles ont bénéficié d’une édition numérique diffusée par les éditions Brepols en Europe, en Amérique et en Asie. Ce sont les chercheurs résidants en Allemagne, en France et en Italie qui la consultent le plus fréquemment. Une telle édition, comme le travail accompli par les auteurs du <em>Repertorium Germanicum</em> ouvrent de nouvelles pistes de recherche aux chercheurs. Les réalisations des <em>Fasti Ecclesiae Gallicanae</em> sont un exemple d’un travail accompli collectivement en partie grâce aux éditions numériques.</p> Amandine Le Roux ##submission.copyrightStatement## http://creativecommons.org/licenses/by/4.0 http://www.rmojs.unina.it/index.php/rm/article/view/6134 Tue, 11 Jun 2019 00:00:00 +0000 Das 'Repertorium Germanicum' und die hybride Edition des Liv-, Est- und Kurländischen Urkundenbuchs http://www.rmojs.unina.it/index.php/rm/article/view/6124 <div class="page" title="Page 2"> <div class="layoutArea"> <div class="column"> <p>Il Liv-, Est- und Kurländische Urkundenbuch (LUB) è per i ricercatori di storia medievale della Livonia l’edizione fondamentale di fonti. Fu iniziata nella prima metà del XIX secolo da Georg Friedrich von Bunge; l’impresa attualmente curata presso la Freie Universität Berlin mira a colmare la lacuna fra le sezioni I e II della LUB. Il Repertorium Germanicum è di grande impor- tanza, perché permette una ricerca efficiente delle fonti rilevanti degli Archivi Vaticani. Il pro- getto di pubblicazione del LUB prevede un’edizione ibrida (sia a stampa sia in forma digitale).</p> </div> </div> </div> Madlena Mahling, Matthias Thumser ##submission.copyrightStatement## http://creativecommons.org/licenses/by/4.0 http://www.rmojs.unina.it/index.php/rm/article/view/6124 Tue, 11 Jun 2019 00:00:00 +0000 Der Beitrag des Repertorium Germanicum zur Kloster- und Stiftskirchenforschung in der Region: Schleswig-Holsteinische Beispiele http://www.rmojs.unina.it/index.php/rm/article/view/6110 <div class="page" title="Page 2"> <div class="layoutArea"> <div class="column"> <p>Der Beitrag skizziert anhand des voraussichtlich 2019 erscheinenden Klosterbuchs für Schles- wig-Holstein und Hamburg Möglichkeiten und Probleme einer Heranziehung von Repertorium Germanicum und Repertorium Poenitentiariae Germanicum als Hilfsmittel. Mit der Eigenart des im Repertorium Germanicum präsentierten Materials, mit diversen Schwierigkeiten im Gebrauch des Repertorium Germanicum online – an deren Behebung gearbeitet wird – und durch den verbesserungswürdigen allgemeinen Forschungsstand zu den Verbindungen der Kirche im hohen Norden zur Kurie ergibt sich der Befund eines nur dürftigen Gebrauchs des Repertorium Germanicum im regionalhistorischen Bereich. Allerdings legen diverse Stichpro- ben nahe, dass im Repertorium Germanicum für den Bereich Schleswig-Holsteins noch man- ches verborgene Potential liegt.</p> </div> </div> </div> Oliver Auge ##submission.copyrightStatement## http://creativecommons.org/licenses/by/4.0 http://www.rmojs.unina.it/index.php/rm/article/view/6110 Tue, 11 Jun 2019 00:00:00 +0000 Kurien- und Kulturkontakte im Spiegel der römischen Notarsakten des frühen 16. Jahrhunderts http://www.rmojs.unina.it/index.php/rm/article/view/6123 <div class="page" title="Page 2"> <div class="layoutArea"> <div class="column"> <p>Die Erforschung der nach 1507 in Rom tätigen, von der Kurie zugelassenen, auswärtigen öf- fentlichen Notare und ihrer Klienten aus ganz Europa ist ein lohnendes Unterfangen und wird maßgeblich möglich durch die Untersuchung der vom Kollegium der Archivschreiber ange- fertigten Kopien der beglaubigten Rechtsgeschäfte. Diese Rechtsgeschäfte bieten detailreiche Einblicke in sozial-gesellschaftliche und ökonomische Entwicklungen, in die Attraktivität von Kurie und Stadt für Rombesucher in einer Zeit der Umwälzungen mit dem Sacco di Roma und der Reformation. Die personellen Netzwerke der Rombesucher zeigen eine Bipolarität zwischen der Wahrung der eigenen Identität und der gewollten Integration in die römische Gesellschaft.</p> </div> </div> </div> Suse Andresen ##submission.copyrightStatement## http://creativecommons.org/licenses/by/4.0 http://www.rmojs.unina.it/index.php/rm/article/view/6123 Tue, 11 Jun 2019 00:00:00 +0000 Politiche regie e conflitti nell’Emilia orientale: la fisionomia del fisco regio, San Silvestro di Nonantola e le lotte per il regno dopo l’875 http://www.rmojs.unina.it/index.php/rm/article/view/6077 <p>La fondazione dell’abbazia di Nonantola nel 752 da parte del duca Anselmo con il sostegno di re Astolfo segnò profondamente la fisionomia dell’Emilia orientale. L’ente ricevette dal re longobardo e dai successori carolingi di diversi complessi fiscali con lo scopo di sottrarli al controllo ordinario degli ufficiali del regno, riservandoli alla propria disponibilità diretta. Dopo l’875, si affievolì il rapporto diretto tra abbazia e potere centrale, Nonantola e il suo cospicuo patrimonio di beni fiscali divennero così ambita preda di alcune delle figure vescovili più eminenti. Il saggio indaga la competizione politica giocata tra i re carolingi, i vescovi italici e l’abate Teodorico, che mirava all’autonomia politica e patrimoniale della propria abbazia.</p> Edoardo Manarini ##submission.copyrightStatement## http://creativecommons.org/licenses/by/4.0 http://www.rmojs.unina.it/index.php/rm/article/view/6077 Fri, 26 Apr 2019 00:00:00 +0000 Royal Rulership in the Tenth and Early Eleventh Centuries: German and Italian Approaches in Dialogue http://www.rmojs.unina.it/index.php/rm/article/view/6121 <div class="page" title="Page 2"> <div class="layoutArea"> <div class="column"> <p>Negli ultimi decenni la medievistica tedesca e quella italiana di ambito politico-istituzionale sembrano aver approfondito le loro tradizionali differenze metodologiche, come si osserva soprattutto negli studi sul potere regio (<em>Königsherrschaft</em>) nei secoli X-XI. Questi studi definiscono l’oggetto del presente articolo. Con l’auspicio di contribuire al rilancio di un proficuo dialogo italo-tedesco, il saggio offre dapprima una breve – e certo non esaustiva – riflessione storiografica, a partire da una selezione di temi e di problemi che sono generalmente affrontati in modo diverso dai medievisti tedeschi e italiani; successivamente sono presentate quattro nuove piste di ricerca, potenzialmente sviluppabili sulla scorta di un più intenso scambio tra le due storiografie, che ovviamente coinvolge la comunità medievistica internazionale nel suo complesso. Queste nuove proposte toccano i macro-temi dello spazio, del tempo, delle pratiche di condivisione del potere (sharing-power practices) e della circolazione di modelli politici tramite gli ostaggi.</p> </div> </div> </div> Stefano Manganaro ##submission.copyrightStatement## http://creativecommons.org/licenses/by/4.0 http://www.rmojs.unina.it/index.php/rm/article/view/6121 Wed, 05 Jun 2019 00:00:00 +0000 I conti in tasca ai notai. Ricerche sul notariato ligure: Genova e Savona (1154-1225) http://www.rmojs.unina.it/index.php/rm/article/view/6131 <div class="page" title="Page 2"> <div class="layoutArea"> <div class="column"> <p>Le due principali città della Liguria, Genova e Savona, grazie a una situazione conservativa particolarmente fortunata per antichità e consistenza del materiale, costituiscono un eccezio- nale punto di partenza per cercare di stabilire il reddito effettivo di un notaio nel medioevo. La ricerca è stata condotta su frammenti di registri, editi e inediti, appartenenti a 24 professionisti a partire dal più antico pervenuto (il cartolare di Giovanni scriba del 1154) sino ad arrivare al primo quarto del secolo XIII. Attraverso la rilevazione delle indicazioni relative ai compensi delle diverse tipologie contrattuali si è ricostruita una bozza del tariffario allora esistente. Sulla base di questa bozza è stato possibile calcolare approssimativamente il ricavo annuale e quindi rapportarlo con il “costo della vita” in quegli anni in modo da valutare l’effettivo stato economi- co di questa categoria professionale, le eventuali modalità di investimento delle somme ricavate dall’attività notarile e la collocazione sociale del notariato.</p> </div> </div> </div> Marta Calleri ##submission.copyrightStatement## http://creativecommons.org/licenses/by/4.0 http://www.rmojs.unina.it/index.php/rm/article/view/6131 Mon, 10 Jun 2019 00:00:00 +0000 Fra Milano e l’Impero. Esordi e affermazione del governo consolare a Lodi nel secolo XII http://www.rmojs.unina.it/index.php/rm/article/view/6075 <p>Distrutta dai Milanesi due volte – nel 1111 e nel 1158 –, e ricostruita da Federico I Barbarossa al tempo della sua seconda discesa in Italia, Lodi si trovò per gran parte della prima storia comunale stretta fra le mire egemoniche della metropoli ambrosiana e il sostegno dell’Impero. Ne risultarono sviluppi politici e un senso della memoria urbana per molti versi peculiari, che questo saggio si prefigge di indagare ponendo il caso lodigiano, per la prima volta, in diretto dialogo con le acquisizioni più recenti della storiografia nazionale e internazionale in materia di ceti dirigenti ed esordi del governo consolare.</p> Gianmarco De Angelis ##submission.copyrightStatement## http://creativecommons.org/licenses/by/4.0 http://www.rmojs.unina.it/index.php/rm/article/view/6075 Fri, 26 Apr 2019 00:00:00 +0000 Credito, restituzione e cittadinanza: uno snodo storiografico tra valutazione e reintegrazione (secoli XII-XV) http://www.rmojs.unina.it/index.php/rm/article/view/6078 <p>La questione della restituzione segna l’incontro di lunga durata tra i linguaggi teologico-canonistici e la pratica mercantile e finanziaria. In questo quadro risulta cruciale il consolidarsi, dal XIII secolo, di meccanismi valutativi che, nell’individuare i limiti – permeabili e incerti della liceità dei comportamenti economici, delineano anche i confini – ugualmente negoziabili – dell’appartenenza civica. Tale funzione valutativa, fondata su specifiche competenze commerciali e creditizie, si inscrive entro il costante processo di ridefinizione di “equilibri” sociali ed etici, in stretta connessione con peculiari sistemi di relazione politica ed economica.</p> Ezio Claudio Pia ##submission.copyrightStatement## http://creativecommons.org/licenses/by/4.0 http://www.rmojs.unina.it/index.php/rm/article/view/6078 Fri, 26 Apr 2019 00:00:00 +0000 Il sapere disseminato. Statuti e docenti da Pavia allo Studium di Basilea, 1459-1467 http://www.rmojs.unina.it/index.php/rm/article/view/6079 <p>In un manoscritto quattrocentesco custodito a Basilea si conserva l’unico esemplare degli statuti del 1395 della facoltà giuridica di Pavia. Il contributo esamina le circostanze che portarono alla sua committenza negli anni della rifondazione e del primo sviluppo dell’università basileese. Da Pavia s’importarono statuti e si reclutarono giuristi, i quali fecero valere la propria esperienza anche nel dibattito relativo alle strutture costituzionali della nascente facoltà giuridica. Il vivace transfer di modelli istituzionali, libri e docenti, da Pavia e ancor più da Torino, è un tassello del quadro culturale e “geopolitico” degli anni post-conciliari, che ancora attende di essere indagato in tutti i suoi aspetti.</p> Daniela Rando ##submission.copyrightStatement## http://creativecommons.org/licenses/by/4.0 http://www.rmojs.unina.it/index.php/rm/article/view/6079 Fri, 26 Apr 2019 00:00:00 +0000 Un culto medievale: Giobbe, il santo dei musicisti http://www.rmojs.unina.it/index.php/rm/article/view/5849 <p>Questo articolo è incentrato sullo studio del culto di Giobbe come patrono dei musicisti in età medievale, attraverso l’analisi di fonti letterarie e alcuni esempi derivanti dalla tradizione iconografica dell’Europa Nord-Occidentale.</p> Mario Resta ##submission.copyrightStatement## http://creativecommons.org/licenses/by/4.0 http://www.rmojs.unina.it/index.php/rm/article/view/5849 Thu, 28 Mar 2019 00:00:00 +0000 ll monachesimo femminile in Italia nei secoli VIII-XI: famiglia, potere, memoria http://www.rmojs.unina.it/index.php/rm/article/view/6073 <p>La sezione monografica è dedicata allo studio dei monasteri femminili in Italia nel periodo 700-1100, mettendo a confronto gli enti situati in città dell’Italia settentrionale, centrale e meridionale (Brescia, Venezia, Verona, Ravenna, Roma, Benevento e Napoli). Elementi chiave del confronto sono i legami tra monache e badesse con le più potenti famiglie aristocratiche e regie dell’area in cui i monasteri erano inseriti e le modalità con cui queste famiglie contribuirono al potere e alla ricchezza delle case monastiche. Sia l’esame di tali relazioni, sia l’indagine del ruolo delle monache nel mantenere la memoria e nel rappresentare quelle famiglie grazie alle preghiere, alla conservazione delle reliquie e alla gestione dei patrimoni fondiari hanno consentito di avviare il confronto anche tra diverse tradizioni monastiche (longobarda, franco-carolingia, postbizantina, romana) in aree differenti e l’identificazione di loro tratti specifici a seconda delle interazioni con le élite politiche e sociali.</p> Veronica West-Harling ##submission.copyrightStatement## http://creativecommons.org/licenses/by/4.0 http://www.rmojs.unina.it/index.php/rm/article/view/6073 Thu, 13 Jun 2019 00:00:00 +0000 Female monasticism in Italy in the Early Middle Ages: new questions, new debates http://www.rmojs.unina.it/index.php/rm/article/view/6122 <div class="page" title="Page 2"> <div class="layoutArea"> <div class="column"> <p>Questo saggio introduttivo si articola in due parti. La prima è una contestualizzazione dello scopo generale della sezione monografica, nonché un sommario generale delle domande, degli argomenti e delle tematiche proposti alla discussione. La seconda parte è un’Appendice, che definisce le linee guida del database MedItaNunC, che è stato alla base di alcune delle ricerche e che adesso fornisce non solo una grande percentuale delle fonti, ma anche una metodologia sulle connessioni che possono essere fatte grazie alle informazioni riunite. Il saggio esamina la storiografia specifica, rilevando la recente ricchezza di ricerche pubblicate sotto il profilo degli studi di genere in questo settore e il modo in cui le ricerche italiane si inseriscono in tale conte- sto. Spiega anche la cronologia scelta, la copertura territoriale delle indagini attuate per questa sezione monografica e l’importante contributo dell’archeologia, che ha contribuito a proporre nuove domande. Infine, l’intervento espone i tre temi centrali che attraversano i contributi qui proposti e più orientati sulle fonti scritte: i legami tra monasteri femminili e le élite cittadine; la storia dei monasteri alla luce del loro mito di fondazione e della loro agiografia, della cultura materiale e del loro peso ideologico nel paesaggio urbano; e infine il tentativo di identificare la differenza, se esiste, tra monasteri femminili e maschili. L’auspicio è che la raccolta di studi fornisca un primo quadro del monachesimo femminile contestualizzato rispetto a un variegato panorama politico e culturale italiano.</p> </div> </div> </div> Veronica West-Harling ##submission.copyrightStatement## http://creativecommons.org/licenses/by/4.0 http://www.rmojs.unina.it/index.php/rm/article/view/6122 Thu, 13 Jun 2019 00:00:00 +0000 Fuori dal chiostro: monasteri femminili a Ravenna (secoli IX-XI) http://www.rmojs.unina.it/index.php/rm/article/view/6070 <div class="page" title="Page 2"> <div class="layoutArea"> <div class="column"> <p>Prendendo in considerazione i documenti degli archivi monastici, l’articolo vuole indagare al- cuni aspetti del monachesimo femminile ravennate: i legami esistenti tra i monasteri femminili e le élites ravennati, come le comunità di monache interagirono con la società, se le religiosesvilupparono propri ambiti di potere e se è possibile individuare aspetti specifici in questo pro- cesso. Un ruolo chiave nella creazione del proprio spazio d’azione sembra essere stato svolto dalle dotazioni patrimoniali dei cenobi e dalle relazioni che le religiose furono in grado di co-struire con i settori più importanti della società, non solo di Ravenna. In questo processo, alcu- ne limitazioni (come un minor interesse dei vertici del potere rispetto ai monasteri femminili)hanno comunque influenzato l’affermazione delle comunità di monache, portando anche a unamaggiore selezione dei cenobi femminili.</p> </div> </div> </div> Mila Bondi ##submission.copyrightStatement## http://creativecommons.org/licenses/by/4.0 http://www.rmojs.unina.it/index.php/rm/article/view/6070 Thu, 13 Jun 2019 00:00:00 +0000 Dominae in claustro: San Zaccaria tra politica, società e religione nella Venezia alto medievale http://www.rmojs.unina.it/index.php/rm/article/view/6076 <p>Attraverso il confronto con gli altri monasteri femminili e maschili esistenti in laguna negli stessi secoli, il presente intervento indaga il ruolo rivestito dal cenobio femminile di San Zaccaria all’interno delle vicende politiche, sociali e religiose del dogado veneziano nei secoli cruciali dell’alto medioevo. L’analisi evidenzia da un lato l’esistenza di una chiara scansione cronologica entro la quale la comunità monastica esplica in maniera più o meno incisiva una funzione di rappresentanza dapprima della famiglia dogale poi della città stessa, dall’altro in che misura tale funzione sia determinata da vicende esterne al dogado o da elementi interni al monastero stesso.</p> Silvia Carraro ##submission.copyrightStatement## http://creativecommons.org/licenses/by/4.0 http://www.rmojs.unina.it/index.php/rm/article/view/6076 Thu, 13 Jun 2019 00:00:00 +0000 San Salvatore di Brescia tra re e imperatori: l’iscrizione dedicatoria del re Desiderio http://www.rmojs.unina.it/index.php/rm/article/view/6111 <div class="page" title="Page 2"> <div class="layoutArea"> <div class="column"> <p>Lo studio delle iscrizioni di San Salvatore di Brescia, in particolare dell’iscrizione recante la menzione del re longobardo Desiderio, ha riaperto la questione circa l’interpretazione del te- sto. Si ribadisce in questa sede la nuova lettura proposta nel 2014 che, rivedendo le precedenti interpretazioni, assegna alla piena età longobarda il testo e ribadisce la committenza del re Desiderio e della regina Ansa. L’iscrizione, infine, è posta in relazione con la prassi longobarda delle iscrizioni dedicatorie di committenza regia.</p> </div> </div> </div> Flavia de Rubeis ##submission.copyrightStatement## http://creativecommons.org/licenses/by/4.0 http://www.rmojs.unina.it/index.php/rm/article/view/6111 Thu, 13 Jun 2019 00:00:00 +0000 Una santa, una badessa e una principessa: note di lettura sul capitello di santa Giulia nel Museo di Brescia http://www.rmojs.unina.it/index.php/rm/article/view/6120 <div class="page" title="Page 2"> <div class="layoutArea"> <div class="column"> <p>A Brescia, nel Museo di Santa Giulia, si conserva un capitello che costituisce un “masso erratico” nella produzione artistica legata al cenobio femminile, fondato dagli ultimi re di Longobardi e dedicato a San Salvatore. Sulla base di una lettura iconologica delle immagini scolpite sulle quattro facce del capitello, il saggio mette in relazione quelle rappresentazioni con una precisa fase della storia del monastero, la piena età carolingia, quando le figlie di Lotario I e di Ludovico II, entrambe di nome Gisla, entrarono a far parte della comunità monastica.</p> </div> </div> </div> Tiziana Lazzari ##submission.copyrightStatement## http://creativecommons.org/licenses/by/4.0 http://www.rmojs.unina.it/index.php/rm/article/view/6120 Thu, 13 Jun 2019 00:00:00 +0000 Nodi storiografici e tracce testuali per un’indagine su monasteri femminili e potere a Napoli nell’alto Medioevo http://www.rmojs.unina.it/index.php/rm/article/view/6128 <div class="page" title="Page 2"> <div class="layoutArea"> <div class="column"> <p>Un’indagine sulle relazioni dei monasteri femminili napoletani altomedievali con il potere e le famiglie di potere si scontra con la scarsezza di testimonianze documentarie che possano fornirci dati sui quali imbastire delle ipotesi dotate di verosimiglianza. Malgrado che la maggior parte delle carte trascritte o regestate da Bartolommeo Capasso alla fine dell’Ottocento (oggi per lo più perdute) per ricostruire una storia documentaria della Napoli ducale provenissero proprio da monasteri femminili di fondazione altomedievale, delineare un quadro attendibile di questi complessi monastici è impresa ardua, molto più che in altre geografie peninsulari, anche per la mancanza di una letteratura critica moderna sul tema. Nell’articolo si propone, pertanto, un percorso attraverso le fonti altomedievali, provando a cercare in esse le tracce di quei monasteri e della loro storia. Si procede poi a porre a confronto quanto dedotto dai documenti con il dettato dei testi cronachistici e agiografici. Soprattutto in questi ultimi i monasteri femminili si stagliano come punti focali del tessuto urbano, in grado di convogliare su di sé anche una serie di funzioni simboliche e rappresentative che i duchi vollero assegnare loro attraverso l’istituzione di impianti monumentali, vere e proprie cittadelle monastiche, a capo dei quali posero badesse appartenenti alla loro famiglia.</p> </div> </div> </div> Vinni Lucherini ##submission.copyrightStatement## http://creativecommons.org/licenses/by/4.0 http://www.rmojs.unina.it/index.php/rm/article/view/6128 Thu, 13 Jun 2019 00:00:00 +0000 Le donne di San Ciriaco e l’agire femminile a Roma nei secoli X e XI http://www.rmojs.unina.it/index.php/rm/article/view/6089 <p>Fondato a Roma in un anno imprecisato qualche tempo prima del 955, il monastero di San Ciriaco divenne ben presto la più importante istituzione religiosa femminile della città, conservando intatta la sua ricchezza ed importanza per tutto l’XI secolo e oltre. Il presente contributo si propone di ripercorrere in maniera dettagliata e completa la storia, per molti versi eccezionale, di questo ente, inquadrandola nel contesto socio-politico più ampio di Roma e della sua comunità. Nato come monastero familiare legato al clan dei Teofilatti, già alle soglie del 1000 San Ciriaco aveva allargato la sua sfera di influenza, attirando sostegno e donazioni da parte di vari membri dell’élite cittadina, che oltre a beneficiarlo, vi monacavano le proprie donne. Grazie alla capacità amministrativa, che le sue badesse dimostrarono nella gestione di un patrimonio sempre più vasto, il monastero fu in grado di far fronte ai rivolgimenti politici e sociali che interessarono Roma tra X e XI secolo, senza subire contraccolpi.</p> Annamaria Pazienza ##submission.copyrightStatement## http://creativecommons.org/licenses/by/4.0 http://www.rmojs.unina.it/index.php/rm/article/view/6089 Thu, 13 Jun 2019 00:00:00 +0000 Monachesimi femminili a Verona: tra vita comunitaria ed esperienze 'in domibus propriis' (secoli VIII-XII) http://www.rmojs.unina.it/index.php/rm/article/view/6139 <div class="page" title="Page 2"> <div class="layoutArea"> <div class="column"> <p>Il contributo si propone di indagare la presenza di monasteri ed esperienze religiose femminili nel territorio veronese dall’età tardo antica alla prima metà del secolo XII, con particolare at- tenzione alle fondazioni altomedievali. La scarsità di documentazione rilevata soprattutto per l’epoca longobarda, rende assai difficile studiare la fase delle origini di tali monasteri, il vissuto religioso delle donne, il loro reclutamento sociale e i legami con le aristocrazie cittadine. In ge- nerale emerge un panorama monastico femminile composto da pochissime fondazioni, numeri- camente esigue, che si esauriscono entro la fine del primo millennio. Si segnala in tale contesto il monastero di San Michele in Campagna, le cui origini sono state attribuite dalla tradizione storiografica locale all’alto medioevo, benché i primi documenti che attestano la presenza delle monache risalgano alla metà del secolo XI. La felice posizione del monastero nella Campanea, poco distante dalla città, vicino al fiume Adige e sulla via Postumia, ha determinato da un lato la nascita di un vivace borgo e l’inserimento della comunità monastica nella società rurale circo- stante, dall’altro lo sviluppo di una rete di relazioni con famiglie urbane in forte ascesa sociale.</p> </div> </div> </div> Mariaclara Rossi ##submission.copyrightStatement## http://creativecommons.org/licenses/by/4.0 http://www.rmojs.unina.it/index.php/rm/article/view/6139 Thu, 13 Jun 2019 00:00:00 +0000 Il monastero femminile di Santa Sofia di Benevento: Ambizioni e limiti di un progetto politico e familiare nell’Italia meridionale longobarda (secoli VIII-IX) http://www.rmojs.unina.it/index.php/rm/article/view/6047 <div class="page" title="Page 2"> <div class="layoutArea"> <div class="column"> <p>La storiografia ha da tempo messo in rilievo le affinità tra la fondazione regia di San Salvatore di Brescia e quella di Santa Sofia di Benevento. A quest’ultima è stato attribuito non solo il ruolo di monastero familiare, ma anche quello di vero e proprio “santuario nazionale longobardo”. Prendendo in considerazione il progetto politico e le strategie di rappresentazione dell’autorità di Arechi, suo fondatore, questo contributo intende riconsiderare sia la dimensione familiare di Santa Sofia sia il ruolo politico e religioso che la storiografia ha attribuito ad essa. La fortuna e il ruolo del monastero nella società beneventana sono poi analizzati nel quadro del successivo principato dei Siconidi, quindi in quello delle trasformazioni politiche, sociali e devozionali che investirono Benevento nella prima metà del IX secolo.</p> </div> </div> </div> Giulia Zornetta ##submission.copyrightStatement## http://creativecommons.org/licenses/by/4.0 http://www.rmojs.unina.it/index.php/rm/article/view/6047 Thu, 13 Jun 2019 00:00:00 +0000 Conclusioni http://www.rmojs.unina.it/index.php/rm/article/view/6138 <div class="page" title="Page 2"> <div class="layoutArea"> <div class="column"> <p>Il breve saggio ripropone in sintesi le principali tematiche che fanno da filo conduttore di un dossier di indagini sui monasteri femminili nelle città italiane dal secolo V all’XI: i rapporti delle badesse e delle monache con i poteri laici (duchi, re, aristocrazie locali) piuttosto che con quelli ecclesiastici, la debole e contrastata istituzionalizzazione e limitatamente ai monasteri regi la proposta di una immagine di sé.</p> </div> </div> </div> Anna Maria Rapetti ##submission.copyrightStatement## http://creativecommons.org/licenses/by/4.0 http://www.rmojs.unina.it/index.php/rm/article/view/6138 Thu, 13 Jun 2019 00:00:00 +0000